La sanità in Calabria continua a mostrare tutte le sue fragilità e la protesta dei cittadini si estende ormai a macchia d’olio. Dalle recenti manifestazioni di Castrovillari e Cariati, fino alle mobilitazioni di San Giovanni in Fiore, Longobucco, Polistena e Vibo Valentia, emerge un quadro allarmante che non può più essere ignorato. A intervenire è la CGIL di Cosenza, che in una nota denuncia una crisi strutturale e invita a superare la frammentazione delle proteste per costruire un fronte unitario regionale.
Secondo il sindacato, le iniziative che si stanno moltiplicando nei territori non sono episodi isolati, ma il segnale evidente di un disagio profondo che attraversa l’intera Calabria. Comunità stremate, cittadini sempre più preoccupati e un diritto fondamentale, quello alla salute, progressivamente svuotato da decenni di scelte politiche inefficaci.
Negli ultimi anni – sottolinea la CGIL – la sanità pubblica calabrese è stata indebolita da tagli, commissariamenti e decisioni che hanno penalizzato soprattutto le fasce più fragili della popolazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Pronto soccorso sovraffollati, carenza cronica di medici e infermieri, medicina territoriale quasi inesistente e strutture come le Case della Salute che, in molti casi, restano incompiute o prive di servizi reali. A tutto questo si aggiunge una crescente dipendenza dalla sanità privata, che non sempre riesce a garantire risposte adeguate ai bisogni dei cittadini.
La conseguenza diretta di questo sistema è l’aumento dei cosiddetti “viaggi della speranza” verso le regioni del Nord, un fenomeno che pesa economicamente sulle famiglie e alimenta disuguaglianze sempre più profonde.
Per la CGIL di Cosenza, continuare con proteste isolate rischia di favorire l’immobilismo istituzionale. Da qui l’appello a una mobilitazione ampia e coordinata, capace di unire comitati, associazioni, sindacati e cittadini. Un richiamo che guarda all’esperienza di “Calabria alza la testa”, stagione di partecipazione collettiva che dimostrò come l’unità possa trasformarsi in forza politica e sociale.
“La sanità oggi ha superato persino il tema del lavoro per gravità e urgenza”, afferma Massimiliano Ianni, segretario generale della CGIL di Cosenza. “Senza il diritto alla salute non esistono dignità, sviluppo né futuro. È una battaglia che riguarda tutti, senza distinzione di ceto o territorio”.
Il sindacato ribadisce la necessità di abbandonare logiche individualistiche e localistiche per costruire un movimento unitario capace di incidere sulle scelte regionali. L’obiettivo è chiaro: un cambio radicale delle politiche sanitarie in Calabria, che rimetta al centro il servizio pubblico e i bisogni reali delle persone.
Solo attraverso una mobilitazione collettiva e consapevole – conclude la CGIL – sarà possibile invertire una rotta che da troppo tempo condanna i calabresi a una sanità in affanno.

















