Qualità dell’aria a Messina: ARPA Sicilia conferma il peso delle navi sulle emissioni di NO₂

La risposta ufficiale dell'ARPA Sicilia al Comitato Autotrasportatori "Libera Concorrenza – Stretto di Messina" fotografa la situazione ambientale della città: il traffico marittimo è la principale fonte di ossidi di azoto, mentre PM10 e PM2.5 rimangono entro i limiti vigenti, pur con criticità rispetto ai nuovi standard europei
fumaiolo nave caronte e tourist

L’ARPA Sicilia ha fornito un quadro aggiornato sulla qualità dell’aria nel Comune di Messina rispondendo a una richiesta di dati avanzata dal Comitato Autotrasportatori “Libera Concorrenza – Stretto di Messina”. Il documento analizza l’andamento delle concentrazioni di biossido di azoto (NO₂), PM10 e PM2.5 rilevate dalle centraline cittadine e individua le principali fonti emissive.

L’analisi si basa sui dati delle due stazioni di monitoraggio gestite dall’Agenzia: ME-Boccetta, classificata come stazione di traffico, e ME-Villa Dante, stazione di fondo urbano.

NO₂: nessun superamento dei limiti attuali, ma attenzione alle nuove norme europee

Secondo ARPA Sicilia, negli ultimi dieci anni il valore medio annuo di biossido di azoto non ha mai superato l’attuale limite previsto dal D.Lgs. 155/2010, fissato a 40 µg/m³.

Tuttavia emerge un elemento significativo: la centralina di ME-Boccetta, ad eccezione del 2020, ha registrato ogni anno valori superiori ai 20 µg/m³, cioè al nuovo limite previsto dalla Direttiva europea 2024/2881 che entrerà in vigore nel 2030.

Diversa la situazione della stazione ME-Villa Dante, operativa dal 2021, che ha sempre registrato concentrazioni inferiori sia agli attuali limiti sia ai futuri standard europei.

PM10 e PM2.5: valori sotto i limiti attuali ma vicini ai nuovi obiettivi UE

Le concentrazioni medie annue di PM10 e PM2.5 non hanno mai superato gli attuali limiti di legge.

ARPA evidenzia però che, confrontando i dati con la nuova normativa europea:

  • il PM10 risulta leggermente superiore al futuro limite di 20 µg/m³;
  • il PM2.5 supera di poco il futuro limite di 10 µg/m³.


Per il 2025, inoltre, la stazione di Villa Dante non ha raggiunto il livello minimo di copertura dei dati richiesto (90%), motivo per cui quei valori devono essere interpretati con cautela.

Superamenti giornalieri del PM10 entro i limiti consentiti

Per quanto riguarda il PM10, il limite giornaliero di 50 µg/m³ è stato superato in diversi giorni dell’anno, ma sempre per un numero di episodi inferiore al massimo consentito dalla normativa vigente, fissato in 35 superamenti annuali.

Ciò significa che, sotto il profilo normativo, la qualità dell’aria di Messina risulta conforme ai requisiti previsti dal D.Lgs. 155/2010.

Le navi rappresentano la principale fonte di NOx

Uno degli aspetti più rilevanti del rapporto riguarda l’inventario regionale delle emissioni, aggiornato al 2019.

Per il Comune di Messina sono state stimate emissioni complessive pari a:

  • 1.782 tonnellate di NOx;
  • 195 tonnellate di PM10;
  • 169 tonnellate di PM2.5.


Nel dettaglio delle emissioni di NOx emerge che:

  • le attività marittime rappresentano il 37,7% del totale;
  • le automobili incidono per il 24,8%;
  • i mezzi pesanti oltre 3,5 tonnellate contribuiscono per il 24,3%.


Le restanti categorie di trasporto, comprese motocicli e mezzi fuoristrada, incidono in misura molto più contenuta.

PM10: il traffico marittimo resta la principale singola sorgente

Per il particolato PM10, il rapporto evidenzia che:

  • le attività marittime producono circa il 9,5% delle emissioni totali;
  • le automobili contribuiscono per l’8,5%;
  • i mezzi pesanti per il 7,4%.


Incidono inoltre l’usura dei freni, degli pneumatici e l’abrasione del manto stradale, fenomeni strettamente collegati alla circolazione veicolare.

PM2.5: confermato il ruolo del porto

Anche per il PM2.5 il traffico navale rappresenta una delle principali sorgenti emissive.

Secondo l’inventario ARPA:

  • le attività marittime incidono per circa l’11%;
  • i mezzi pesanti per circa il 9%;
  • le automobili per circa il 10%.


I dati confermano come il sistema portuale continui ad avere un ruolo rilevante nella produzione di particolato fine all’interno dell’area urbana.

Le conclusioni del rapporto ARPA Sicilia

Il documento evidenzia una situazione complessivamente conforme agli attuali limiti di legge, ma mette in luce anche le sfide che attendono Messina nei prossimi anni.

L’entrata in vigore della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, prevista nel 2030, introdurrà limiti significativamente più severi, soprattutto per biossido di azoto e particolato fine.

I dati mostrano inoltre che il traffico marittimo rappresenta la principale fonte di emissioni di ossidi di azoto nel territorio comunale, mentre per PM10 e PM2.5 continua a fornire un contributo importante insieme al traffico stradale.

La fotografia scattata da ARPA Sicilia costituisce quindi un riferimento tecnico utile per valutare le future politiche di riduzione delle emissioni nell’area dello Stretto di Messina, con particolare attenzione al comparto portuale e ai trasporti urbani.

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