Il 27° rapporto sulla qualità della vita nelle province italiane, elaborato da ItaliaOggi, prende in esame 107 province e 97 indicatori che spaziano dall’economia alla sicurezza, dall’ambiente all’istruzione, fino a reddito, servizi e infrastrutture. Milano e Bolzano guidano la classifica, mentre Reggio Calabria, Crotone e Caltanissetta chiudono la graduatoria.
L’indagine di Ital Communications e Università La Sapienza, conferma un trend ormai consolidato: l’Italia procede a due velocità. Le province del Centro-Nord resistono meglio all’instabilità economica e sociale, mentre il Mezzogiorno continua a perdere terreno.
Un’Italia che arretra: solo 60 province “promosse”
Il quadro generale mostra un peggioramento diffuso. Le province con una qualità della vita definita “buona” o “accettabile” scendono a 60 su 107, confermando un rallentamento in quasi tutti gli ambiti analizzati.
La frattura territoriale è evidente in ciascuna delle nove aree tematiche dell’indagine: affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, reddito e ricchezza, sicurezza sociale e altri indicatori chiave.
Il Sud, e in particolare la Calabria, rimane indietro su quasi tutte le dimensioni. Crotone risulta ultima in Italia sia per istruzione e formazione sia per reddito e ricchezza, segnando il divario più marcato.
Catanzaro, l’eccezione che sorprende: seconda in Italia per “Sistema salute”
Non mancano, però, alcune note positive. Nell’area dedicata al Sistema salute, che valuta la dotazione di posti letto, l’efficienza dei reparti specialistici, la presenza di apparecchiature diagnostiche avanzate e le performance delle strutture ospedaliere, emerge una sorpresa: Catanzaro si posiziona al secondo posto nazionale, superata solo da Ancona.
Un risultato che mette in luce un comparto sanitario considerato tra i più competitivi del Paese, nonostante le difficoltà complessive del territorio.
Calabria in affanno, ma con potenzialità da valorizzare
Il nuovo rapporto evidenzia ancora una volta come la Calabria soffra ritardi storici in termini di sviluppo economico, infrastrutture, occupazione e qualità dei servizi. Tuttavia, la performance di Catanzaro nel settore sanitario dimostra che esistono eccellenze capaci di ribaltare il racconto negativo e di indicare la direzione verso un possibile rilancio.
Un lavoro strutturale e di lungo periodo, concentrato su istruzione, servizi e opportunità per cittadini e imprese, resta indispensabile per colmare un divario che continua ad ampliarsi.

















