Si chiude con due condanne e un’assoluzione il processo di primo grado nato dall’inchiesta su presunti rapporti illeciti tra imprenditoria marittima e pubblici ufficiali. Il Tribunale di Perugia ha condannato l’imprenditore messinese Sergio La Cava a quattro anni di reclusione, mentre l’ex carabiniere del Ros Orazio Gisabella ha ricevuto una pena di quattro anni e otto mesi. Assolto invece Vincenzo Franza, amministratore delegato di Caronte & Tourist, con la formula “per non aver commesso il fatto”.
La vicenda giudiziaria era partita dalla Procura di Palermo, ma il procedimento era stato successivamente trasferito in Umbria per competenza territoriale. Al centro del fascicolo un presunto accordo corruttivo che, secondo l’accusa, avrebbe favorito interessi imprenditoriali nel settore dei collegamenti marittimi tra Sicilia e Calabria.
L’accusa: assunzione in cambio di favori
Secondo la ricostruzione dei magistrati, Gisabella avrebbe utilizzato contatti istituzionali ed esperienza investigativa per danneggiare una compagnia concorrente, la Ustica Lines, oggi conosciuta come Liberty Lines, storicamente legata alla famiglia Morace.
In cambio di tali attività, ritenute dall’accusa contrarie ai doveri d’ufficio, sarebbe stata favorita l’assunzione della figlia dell’ex militare presso una società del gruppo Caronte & Tourist con contratto a tempo indeterminato.
Il tribunale ha ritenuto fondate le accuse nei confronti di Gisabella e La Cava, mentre ha escluso il coinvolgimento di Franza, accogliendo di fatto la linea difensiva che sosteneva la sua estraneità all’ipotizzato patto illecito.
Condanna anche per accessi abusivi
Oltre al reato di corruzione, Gisabella è stato riconosciuto colpevole anche di tre episodi di accesso abusivo a sistema informatico risalenti al 2016, quando prestava servizio a Perugia. Per questi episodi sono stati inflitti ulteriori otto mesi complessivi.
Altri capi d’imputazione, tra cui falso, truffa e rivelazione di segreti d’ufficio, sono stati invece dichiarati prescritti.
Difesa pronta al ricorso
I legali dell’ex carabiniere hanno già annunciato ricorso in Appello, sostenendo che durante il dibattimento non sarebbe emersa alcuna prova concreta di un accordo corruttivo. Secondo la difesa, anche gli accessi informatici contestati sarebbero stati giustificati da esigenze investigative legate al servizio.
Impatto sul settore marittimo dello Stretto
La sentenza riporta l’attenzione sul delicato comparto dei trasporti marittimi nello Stretto di Messina, da anni caratterizzato da forte competizione tra operatori privati e strategicità economica per Sicilia e Calabria.
Il gruppo Caronte & Tourist resta uno dei principali protagonisti dei collegamenti tra le due sponde, mentre Liberty Lines continua a rappresentare un riferimento nel trasporto veloce verso le isole minori.
Attesa per le motivazioni
Le motivazioni della sentenza saranno decisive per comprendere il ragionamento seguito dai giudici, soprattutto sul diverso esito processuale tra La Cava e Franza. Solo dopo il deposito delle motivazioni si aprirà ufficialmente la fase dell’Appello, destinata a prolungare una vicenda giudiziaria che ha già avuto ampia risonanza nel mondo imprenditoriale siciliano.
















