MESSINA – Al porto di Tremestieri, lo scalo destinato prevalentemente al traffico pesante nella zona sud della città, gli autotrasportatori denunciano una situazione che definiscono “paradossale”: impongono l’acquisto del biglietto di sola andata, con l’impossibilità di acquistare in biglietteria il biglietto di andata e ritorno per l’attraversamento dello Stretto. Con questo sistema gli autotrasportatori siciliani pagano di più!
Secondo quanto raccontato da Francesco Caruso, presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Stretto di Messina, il servizio attualmente disponibile presso la biglietteria interna all’area portuale consentirebbe l’emissione del solo titolo di viaggio di sola andata. Per il ritorno, spiega, sarebbe necessario rivolgersi ad altre sedi o punti vendita situati fuori dallo scalo.
Un disagio che colpisce soprattutto gli autotrasportatori siciliani, già soggetti a restrizioni sulla viabilità urbana di Messina che limitano l’accesso dei mezzi pesanti verso gli approdi del centro città.
Il nodo biglietteria: perché niente andata e ritorno?
Il punto più contestato riguarda proprio l’organizzazione della vendita dei titoli di viaggio. In base alle testimonianze raccolte, presso Tremestieri non sarebbe possibile acquistare contestualmente il biglietto di andata e ritorno per la tratta verso Villa San Giovanni o per il rientro in Sicilia.
Il presidente Francesco Caruso, riferisce che per ottenere un titolo A/R sarebbe necessario recarsi presso altre biglietterie riconducibili alla compagnia Caronte & Tourist, presenti in altre aree della città o sulla sponda calabrese. Comprare due biglietti distinti comporta un costo complessivo superiore rispetto alla formula andata e ritorno, che normalmente garantisce una tariffa più conveniente e condizioni economiche più favorevoli per l’utente.
Il problema, evidenzia, è logistico e normativo: esistono ordinanze comunali che vietano ai tir l’accesso agli approdi centrali di Messina, convogliando il traffico pesante proprio su Tremestieri. Questo significa che, di fatto, i mezzi pesanti non avrebbero un’alternativa agevole per acquistare il biglietto di ritorno in anticipo.
Tra concessione demaniale e presunto monopolio
Lo scalo messinese opera su area in concessione demaniale marittima. L’area portuale di Tremestieri è affidata in concessione demaniale alla società COMET MARITIME TERMINALS S.R.L.(Società creata da Caronte&Tourist per una quota sociale di Euro 174.857,14 e COMET S.R.L. di Ivo Blandina con una quota di Euro 502.714,29), che gestisce gli spazi e i servizi interni allo scalo da circa quindici anni. Gli autotrasportatori parlano di una gestione che, a loro dire, si tradurrebbe in una posizione dominante di fatto.
Nella denuncia viene evocato il rischio di un “monopolio operativo”, in cui l’utente finale – in questo caso il trasportatore – non avrebbe possibilità di scelta reale: si sale sul primo traghetto disponibile, alle condizioni stabilite dal gestore.
Al momento, non risultano comunicazioni ufficiali che spieghino pubblicamente le ragioni della mancata emissione dei biglietti A/R direttamente a Tremestieri.
Le condizioni dell’area portuale
Oltre al tema biglietti, le segnalazioni riguardano anche lo stato del manto stradale interno allo scalo, definito dissestato e poco manutenuto, e l’asserita assenza di personale addetto alla sicurezza durante le operazioni di imbarco.
Le immagini diffuse dagli autotrasportatori mostrerebbero mezzi in movimento senza presidi visibili lungo alcune corsie di accesso. Si tratta di elementi che, se confermati, aprirebbero interrogativi sul rispetto delle previsioni contenute nei bandi di concessione e nei piani di sicurezza portuale.
Gli autotrasportatori puntano il dito proprio contro la gestione della concessionaria, sostenendo che:
- il manto stradale interno sarebbe fortemente dissestato;
- mancherebbe personale visibile addetto alla sicurezza durante le operazioni di imbarco;
- l’organizzazione della biglietteria penalizzerebbe gli utenti siciliani.
Secondo le testimonianze raccolte, la scelta di consentire l’emissione del solo biglietto di andata non sarebbe accompagnata da una comunicazione chiara sulle motivazioni.
Impatto economico sugli autotrasportatori siciliani
Per un autotrasportatore, il biglietto di andata e ritorno non è solo una comodità: significa pianificazione dei costi e dei tempi. Dover acquistare due tratte separate comporta:
- maggiore esposizione a variazioni tariffarie;
- perdita di tempo operativo;
- difficoltà nella programmazione delle consegne;
- aumento dei costi indiretti.
In un settore già gravato dal caro carburante e dall’aumento dei pedaggi, anche una modifica nella modalità di emissione dei biglietti può incidere sui margini.
Il ruolo delle istituzioni
La gestione delle aree portuali ricade sotto la competenza dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto e degli enti preposti al controllo delle concessioni demaniali. Gli autotrasportatori chiedono verifiche su:
- condizioni della concessione;
- obblighi di servizio;
- organizzazione della biglietteria;
- rispetto delle norme di sicurezza.
Al momento non risultano prese di posizione ufficiali da parte dell’Autorità portuale né comunicati esplicativi da parte del gestore.
Una “zona franca” senza alternative?
Nella narrazione del presidente Caruso, Tremestieri sarebbe diventata una sorta di “zona obbligata”: i tir non possono transitare in centro, ma nello scalo dedicato non avrebbero accesso a tutti i servizi di biglietteria.
Il risultato, denuncia, è una condizione di dipendenza operativa che penalizzerebbe in particolare le aziende siciliane, costrette a operare senza reali alternative logistiche nello snodo strategico dello Stretto.
Le domande aperte
L’inchiesta solleva interrogativi precisi:
- Perché a Tremestieri non sarebbe possibile acquistare il biglietto di andata e ritorno?
- È una scelta organizzativa temporanea o strutturale?
- Le condizioni dell’area rispettano gli standard previsti dalla concessione?
- Esistono alternative concorrenziali per il traffico pesante sullo Stretto?
Fino a quando non arriveranno risposte ufficiali, resta il malcontento di chi ogni giorno attraversa lo Stretto per lavoro. E il caso dei “biglietti di sola andata” rischia di diventare il simbolo di una gestione percepita come squilibrata, in un’infrastruttura strategica per l’economia siciliana.
Conclusioni
Secondo quanto denunciato da Francesco Caruso, presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Stretto di Messina, l’imposizione del biglietto di sola andata comporterebbe un aggravio economico rispetto alle tariffe normalmente applicate ai titoli di viaggio andata e ritorno.
«Il sistema attuale – sostiene Caruso – non solo non agevola gli autotrasportatori siciliani, ma finisce per penalizzarli economicamente. Acquistare due tratte separate risulta più oneroso rispetto al biglietto A/R, che tradizionalmente prevede condizioni tariffarie più vantaggiose».
Il presidente del Comitato parla apertamente di una “strategia aziendale scorretta”, ritenendo che la mancata possibilità di emettere direttamente il biglietto di andata e ritorno nello scalo dedicato al traffico pesante produca un effetto distorsivo sul mercato e gravi esclusivamente sugli operatori siciliani, già vincolati alle restrizioni sulla viabilità urbana.
Una denuncia che aggiunge un ulteriore elemento al caso Tremestieri: non solo un problema organizzativo, ma una questione economica che incide direttamente sulla competitività e equità delle imprese di autotrasporto nello Stretto.
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