Porto di Tremestieri, “andata sì, ritorno no”: la denuncia del Comitato autotrasportatori sullo Stretto di Messina

Dopo quasi vent’anni dall’apertura dello scalo, il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza chiede parità di condizioni tra Sicilia e Calabria: “Chi parte da Messina paga di più per lo stesso servizio”
porto di tremestieri messina

Nel cuore dello Stretto di Messina, il porto di Tremestieri continua a essere al centro di una questione che, secondo il Comitato Autotrasportatori libera concorrenza stretto di Messina, non ha mai trovato soluzione.

Inaugurato nel 2006 con l’obiettivo di alleggerire il traffico pesante nella città di Messina e migliorare l’organizzazione dei flussi tra Sicilia e Calabria, lo scalo rappresenta oggi un’infrastruttura strategica. Tuttavia, ciò che doveva essere un punto di equilibrio si è trasformato, secondo il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza, in una disparità strutturale.

 Regole diverse tra le due sponde

Il nodo principale riguarda le modalità di imbarco e acquisto dei biglietti.

  • Dal lato Sicilia (Tremestieri): gli autotrasportatori possono acquistare solo il biglietto di andata
  • Dal lato Calabria: è possibile acquistare sia andata che ritorno

Una differenza apparentemente tecnica, ma che incide direttamente sui costi operativi.

In concreto, chi parte dalla Sicilia si trova a sostenere spese maggiori per lo stesso identico servizio di attraversamento.

Costi più alti per chi parte da Messina

Secondo quanto evidenziato nella nota del Comitato, questa asimmetria si traduce in un aggravio economico per le aziende siciliane.

L’impossibilità di acquistare un biglietto di ritorno in anticipo limita la pianificazione dei viaggi e impedisce di accedere a eventuali tariffe più vantaggiose. Il risultato è un sistema percepito come sbilanciato, che penalizza una sola categoria di operatori.

Una situazione immutata dal 2006

A quasi vent’anni dall’attivazione del porto, le regole non sono cambiate.

Gli autotrasportatori sottolineano come, nonostante l’evoluzione del settore e delle esigenze logistiche, il sistema sia rimasto fermo alle disposizioni originarie.

Una rigidità normativa che oggi appare sempre più difficile da giustificare.

Le domande del settore

Dal Comitato arrivano interrogativi chiari:

  • Perché non esistono condizioni uguali su entrambe le sponde dello Stretto?
  • Perché gli operatori siciliani non possono accedere agli stessi servizi disponibili in Calabria?


Domande che chiamano in causa il principio di equità e di libera concorrenza.

 “Non privilegi, ma parità”

Il messaggio degli autotrasportatori è netto: non si tratta di rivendicare vantaggi, ma di ottenere condizioni normali e uniformi.

“Chi lavora ogni giorno nello Stretto – si legge nella nota – chiede semplicemente di poter operare senza disparità”.

Un problema aperto nello Stretto di Messina

Il caso di Tremestieri riporta al centro del dibattito il tema dell’organizzazione dei trasporti nello Stretto di Messina, snodo fondamentale per i collegamenti tra Sicilia e continente.

Mentre il settore continua a lavorare quotidianamente tra le due sponde, la richiesta resta una sola: regole uguali per tutti.

Perché, oggi come ieri, per molti autotrasportatori siciliani il viaggio continua a essere — troppo spesso — solo di andata.

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