VILLA SAN GIOVANNI – Due parcheggi realizzati nella zona di Porticello non sono bastati a evitare quello che, per molti residenti, è ormai un copione estivo che si ripete ogni anno con maggiore intensità: caos, traffico, sosta selvaggia e una spiaggia sempre più dimenticata.
Nel piccolo quartiere costiero di Villa San Giovanni, durante i mesi estivi, sembra saltare ogni regola di convivenza civile. C’è chi, pur di non percorrere 50 metri a piedi, lascia l’auto ovunque: nei divieti di sosta, davanti ai portoni, in doppia fila, persino sulla spiaggia e lungo i vicoli stretti, rendendo impraticabile la circolazione e mettendo a rischio la sicurezza.
Ieri mattina, per fortuna, un potenziale intervento di emergenza è avvenuto nelle prime ore della giornata, quando le strade erano ancora relativamente libere. Ma molti residenti si chiedono: cosa sarebbe successo se i mezzi di soccorso avessero dovuto operare nel pomeriggio, quando l’afflusso di bagnanti è al massimo? “Sarebbe stato il caos,” commentano alcuni abitanti.
Una delle zone più problematiche resta il torrente S.Trada. Nonostante i divieti e le recinzioni per i lavori in corso, l’area continua a essere utilizzata come parcheggio abusivo, ostacolando la circolazione e vanificando ogni tentativo di riqualificazione urbana.
Ma il disagio non si ferma alla mobilità. I cittadini denunciano anche le condizioni della spiaggia: sporca, priva di servizi essenziali come docce e bidoni per i rifiuti, senza passerelle per persone con disabilità o anziani. Il lato nord della spiaggia è ormai impraticabile, ridotto a un cumulo di pietre, dove un tempo si trovava sabbia e spazio per la balneazione.
“Dicono che dobbiamo essere tolleranti, perché l’estate dura solo due mesi – dice una residente storica – ma siamo stanchi di dover subire. Non si tratta di tolleranza, ma di abbandono.”
Il malcontento cresce anche rispetto agli interventi annunciati per la valorizzazione del torrente S.Trada: “Non basterà sistemare il torrente per rendere Porticello un quartiere vivibile – commenta un altro cittadino – se intorno tutto il resto cade a pezzi. Serve un piano organico, servono regole, controlli, e soprattutto rispetto per chi vive qui tutto l’anno.”
In attesa di risposte dalle istituzioni, i residenti continuano a vivere l’estate come una stagione d’assedio, nella speranza che, prima o poi, qualcuno ascolti le loro voci.

















