Ponte sullo Stretto, dopo il secondo stop in pochi giorni della Corte dei Conti: cosa cambia per Villa San Giovanni secondo la sindaca Caminiti
Un nuovo stop della Corte dei Conti alla delibera CIPESS sul Ponte sullo Stretto di Messina riaccende il dibattito sul territorio di Villa San Giovanni. La sindaca Giusy Caminiti, intervenuta ai microfoni Rai, ha spiegato quali sono le ricadute del blocco degli atti, inclusi il terzo atto aggiuntivo tra Ministero delle Infrastrutture, Stretto di Messina S.p.A., RFI e Anas, e l’accordo sulle opere preliminari. Parole chiave come espropri, area di cantiere, delibera CIPESS, Ponte sullo Stretto e Villa San Giovanni emergono subito nel primo passaggio dell’intervista, elementi centrali per comprendere l’impatto della decisione contabile.
“L’atto non incide direttamente sul territorio, ma gli effetti indiretti sono evidenti”
La sindaca Caminiti chiarisce che il nuovo blocco della Corte dei Conti non produce effetti immediati sui rapporti tra enti, poiché la precedente decisione del 29 ottobre aveva già congelato l’efficacia degli accordi. Tuttavia, gli impatti indiretti non sono marginali.
Uno dei punti critici riguarda l’acquisizione delle aree Anas, tra cui quella dove si trova l’ultima stazione di servizio della Calabria, Villa San Giovanni Est, che avrebbe dovuto essere dismessa entro il 31 ottobre 2025:
“La chiusura avrebbe causato danni ai sette lavoratori e all’imprenditore. Grazie alla Prefettura avevamo già tentato di gestire la situazione prima dello stop del 29 ottobre”.
Oltre ai lavoratori, la chiusura avrebbe penalizzato anche i viaggiatori, trattandosi dell’ultimo presidio per il rifornimento in autostrada verso la Sicilia.
Espropri bloccati: “Senza delibera CIPESS non c’è pubblica utilità”
Il tema più sensibile resta quello degli espropri:
“Senza delibera CIPESS non c’è dichiarazione di pubblica utilità. Di conseguenza non possono essere notificati i decreti di esproprio”.
Secondo la sindaca, questo stop evita un rischio concreto: l’assenza di una chiara individuazione dell’area di cantiere nel progetto definitivo. Gli espropri oggi potrebbero non corrispondere a quelli necessari una volta realizzato il progetto esecutivo.
Per i cittadini coinvolti, si tratta di un sollievo temporaneo:
“Gli espropriandi hanno tirato un sospiro di sollievo. Le motivazioni della Corte, attese entro il 29 novembre, ci diranno se si tratta di vizi formali o sostanziali”.
Il Governo attende le motivazioni: “Andiamo avanti”
Da Roma filtra la volontà di proseguire sull’opera, in attesa delle motivazioni ufficiali della Corte dei Conti. Il Governo considera lo stop una conseguenza diretta della prima bocciatura.
La sindaca Caminiti concorda sulla correlazione:
“Probabilmente sì. Il terzo atto aggiuntivo è stato bocciato perché parte del deliberato CIPESS. Ma sapremo la verità solo con la pubblicazione delle motivazioni”.
E ora? In vista anche l’udienza al TAR Lazio del 18 febbraio 2026
Le motivazioni della Corte saranno cruciali anche per l’imminente processo amministrativo:
“Il Comune di Villa San Giovanni e la Città Metropolitana di Reggio Calabria il 18 febbraio 2026 discuteranno nel merito il ricorso contro il decreto VIA-VAS (decreto EIA). Questo stop ricostituisce il fronte delle obiezioni contro l’iter accelerato voluto dal Governo”.
Secondo Caminiti, l’attuale procedura non garantisce una sufficiente rappresentatività dei territori interessati.

















