La Corte dei Conti blocca ancora una volta l’iter del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. È il secondo stop formale nel giro di pochi mesi e rappresenta un nuovo colpo a un procedimento che, secondo numerosi osservatori, continua a presentare criticità amministrative, forzature procedurali e possibili profili di illegittimità.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha dichiarato di “aspettarsi” questa decisione, ribadendo la propria determinazione ad andare avanti. Ma altrettanto determinata appare la risposta del Comitato NoPonte Capo Peloro Messina, che da anni si oppone alla grande opera.
In una nota, il comitato sottolinea come il nuovo intervento della magistratura contabile “confermi le profonde lacune dell’iter di approvazione” e rafforzi la convinzione che il progetto del ponte sia “non solo incompatibile dal punto di vista ambientale e sociale, ma anche giuridicamente vulnerabile”.
I rappresentanti del movimento parlano di un progetto “pieno di forzature e probabili illegittimità”, annunciando che la mobilitazione continuerà con maggiore intensità. “Se Salvini se lo aspettava ed è determinato – afferma il comitato – anche noi ce lo aspettavamo. E siamo ancora più determinati: bloccheremo il progetto una volta per tutte”.
A conferma del clima di forte mobilitazione, il comitato invita cittadini, associazioni e istituzioni locali a partecipare al corteo NoPonte del 29 novembre, che potrebbe rappresentare “l’ultima grande manifestazione prima della chiusura definitiva di un iter che riteniamo irrealistico, dannoso e non conforme alle norme”.
Il nuovo capitolo dello scontro tra governo e oppositori locali riaccende il dibattito su costi, impatti ambientali, sicurezza sismica e trasparenza amministrativa, mentre il destino del mega-progetto torna nuovamente nelle mani della politica e degli organi di controllo.
















