Villa San Giovanni – Ponte sullo Stretto, l’inchiesta della Procura di Roma che coinvolge un presunto tentativo di condizionare le decisioni della Corte dei Conti riaccende il dibattito politico sull’opera. A intervenire è Enzo Musolino, segretario cittadino del Partito Democratico di Villa San Giovanni, che distingue nettamente tra le responsabilità individuali, ancora tutte da accertare, e le conseguenze politiche di un progetto che definisce «un’illusione attentamente costruita».
Musolino sottolinea innanzitutto il principio della presunzione di innocenza e della responsabilità penale personale.
«Le responsabilità penali sono personali e devono essere accertate nel pieno rispetto delle garanzie e dei diritti di tutti», afferma. Tuttavia, secondo il dirigente democratico, il punto centrale non riguarda esclusivamente la vicenda giudiziaria emersa a Roma, ma il contesto politico e culturale che negli anni si sarebbe sviluppato attorno al progetto del Ponte sullo Stretto.
Per Musolino, l’idea del Ponte come grande opera capace di attrarre ingenti risorse economiche avrebbe finito per influenzare negativamente le dinamiche economiche e sociali del territorio. «Si è alimentato un mito della Grande Opera, considerata come un contenitore senza fondo di investimenti pubblici, mentre il territorio avrebbe avuto bisogno di interventi diversi, come il potenziamento del sistema di attraversamento marittimo, navi ecologiche e maggiore concorrenza nello Stretto», sostiene.
Secondo il segretario cittadino del PD, questo clima avrebbe favorito la nascita di interessi estranei al bene collettivo e prodotto un progressivo abbassamento della soglia di attenzione etica e istituzionale. Una situazione che, a suo giudizio, sarebbe stata aggravata dall’utilizzo frequente di decreti legge e da interventi normativi ritenuti funzionali alle esigenze dei soggetti privati coinvolti nell’operazione.
Musolino richiama inoltre le osservazioni formulate negli anni dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, in merito alla necessità di garantire trasparenza, concorrenza e tutela dell’interesse pubblico nei grandi progetti infrastrutturali.
L’esponente democratico ribadisce poi la posizione storicamente sostenuta dal Circolo PD “T. Giordano” e dall’Associazione degli Espropriandi Titengostretto di Villa San Giovanni. Secondo questa impostazione, il progetto avrebbe dovuto essere fermato e riportato a una fase di revisione tecnica, affrontando preventivamente le criticità ingegneristiche, ambientali e procedurali più volte evidenziate dagli oppositori dell’opera.
«Se si fosse scelto di fermarsi e riesaminare il progetto, valutando successivamente un nuovo bando pubblico di rilevanza comunitaria e una riforma complessiva dell’attuale sistema di attraversamento dello Stretto, oggi non ci troveremmo davanti a questo scenario», sostiene Musolino.
Nelle sue conclusioni, il segretario cittadino del PD collega la vicenda all’imminente confronto elettorale nazionale. A suo giudizio, saranno i cittadini italiani a esprimere una valutazione politica complessiva sul percorso seguito dal governo e dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
«L’accelerazione impressa negli ultimi anni al progetto del Ponte sullo Stretto e le decisioni imposte ai territori di Villa San Giovanni, Messina e Reggio Calabria rappresentano una stagione politica che si avvia alla conclusione», conclude Musolino, rilanciando la necessità di una nuova fase fondata sul confronto democratico, sulla trasparenza amministrativa e sulla tutela dell’interesse pubblico.

















