Ponte sullo Stretto: le prescrizioni ignorate rendono impossibile la campata unica

Il Prof. Ing. Antonino Risitano richiama i pareri del CSLLPP e della Commissione 2021: senza studi alternativi e prove sperimentali, il progetto non è realizzabile nei tempi annunciati
cavi del ponte sullo stretto di messina

Il Prof. Ing. Antonino Risitano sottolinea come i due principali pareri istituzionali sul Ponte sullo Stretto — quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP) e quello della Commissione ministeriale del 2021 — pongano condizioni tali da rendere non attuabile il progetto a campata unica nei tempi previsti dal cronoprogramma.

Il parere del CSLLPP, formalmente un’approvazione, risulta infatti corredato da prescrizioni così severe e impegnative da equivalere, in sostanza, a una bocciatura. Le numerose prove sperimentali richieste comporterebbero anni di lavoro, incompatibili con le scadenze attuali.

La Commissione ministeriale del 2021, invece, ha evidenziato la necessità di valutare anche soluzioni progettuali alternative, con particolare attenzione all’ipotesi di un ponte a tre campate. Un’indicazione che contrasta apertamente con la linea intrapresa dalla società concessionaria.

Secondo Risitano, se la Corte dei Conti analizzasse con attenzione questi due pareri, non potrebbe che giungere alle stesse conclusioni da lui più volte evidenziate: la non fattibilità del ponte a campata unica senza prima adempiere alle prescrizioni imposte dagli organi dello Stato. Altro che venti giorni: si parlerebbe di diversi anni di verifiche e riprogettazioni.

La Corte dei Conti ha inoltre chiesto chiarimenti e integrazioni su altri aspetti progettuali. Alcuni di questi richiedono persino interventi di riprogettazione, come il sistema di appoggio dei cavi sulle torri, e nuove prove di fatica sui cavi principali. Tutte attività che necessitano di tempi lunghi e risorse economiche rilevanti.

Per il professore, tali attività avrebbero dovuto essere svolte tra il 2011 e il 2023, o addirittura a partire dal 1992, seguendo le prescrizioni già formulate dagli organi tecnici dello Stato. La loro mancata attuazione ha prodotto un accumulo di criticità che oggi esplodono in tutta la loro evidenza.

«Se fossero state rispettate le prescrizioni degli anni passati, probabilmente oggi non si discuterebbe di un ponte a campata unica» afferma Risitano. «Le scorciatoie, in un’opera di questa portata, non servono: finiscono solo per ritardare e complicare la realizzazione».

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