Non sorprendono l’amministrazione comunale di Villa San Giovanni i rilievi formulati dalla Corte dei Conti sul recente deliberato CIPESS relativo al progetto del Ponte sullo Stretto. In una nota diffusa dal sindaco, dalla giunta e dal gruppo consiliare Città in Movimento, si evidenzia come le osservazioni della magistratura contabile ricalchino molti dei punti già sollevati nei ricorsi presentati al TAR Lazio.
Tra le principali criticità, viene richiamata la «scarsa motivazione degli atti decisionali» e la mancanza di una valutazione approfondita delle alternative progettuali, inclusa la cosiddetta “alternativa zero”. Sul fronte ambientale, l’amministrazione ricorda la valutazione negativa già espressa sulla Vinca (Valutazione di Incidenza Ambientale) e sottolinea la violazione della direttiva europea 92/43/CEE, che imporrebbe il parere obbligatorio della Commissione europea: «Il report IROPI – si legge nella nota – introduce motivi di interesse pubblico come salute, strategia e difesa militare, contraddicendo la natura trasportistica che per decenni ha giustificato l’opera».
Il Comune critica anche le previsioni di traffico considerate dalla Corte dei Conti «non adeguate» e ribadisce che «negli ultimi vent’anni i flussi da e per la Sicilia si sono dimezzati, rendendo le stime progettuali irrealistiche». Preoccupazioni sono state espresse inoltre per l’assenza del parere del NARS e soprattutto dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART), l’unico organo indipendente in grado di fornire una valutazione credibile sui volumi di traffico.
Per l’amministrazione villese, l’intera procedura sarebbe stata guidata da un solo attore, la società Stretto di Messina, definita non a caso «controparte» perché portatrice di un interesse diverso da quello della città. «Le attività istruttorie – sottolinea la maggioranza consiliare – sono datate e risalgono a più di vent’anni fa. L’accelerazione impressa negli ultimi mesi risponde più a logiche politiche che a valutazioni tecniche».
Il Comune dubita che le lacune evidenziate possano essere colmate nei 20 giorni concessi dalla Corte per fornire integrazioni. «La magistratura contabile non valuta il progetto in sé – conclude la nota – ma la correttezza delle procedure. È compito della politica e degli attori coinvolti rispettarne l’esito, senza cedere alla propaganda che ha accompagnato finora la vicenda».
















