Ponte sullo Stretto, il TAR del Lazio dichiara inammissibili i ricorsi: la posizione della sindaca Caminiti

Il tribunale amministrativo non entra nel merito delle contestazioni ambientali e procedurali. Intanto resta sospesa l’efficacia della delibera CIPESS dopo i rilievi della Corte dei Conti
giusy caminiti sindaca di villa san giovanni rc

Nuovo capitolo nella complessa vicenda del Ponte sullo Stretto di Messina. Il TAR del Lazio ha dichiarato inammissibili alcuni ricorsi presentati dal Comune di Villa San Giovanni, dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e da diverse associazioni ambientaliste.

A chiarire i contenuti della decisione è stata la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, intervenuta stamane ai microfoni di Rai 3 Calabria.

Perché il TAR ha respinto i ricorsi

Il ricorso, presentato nel dicembre 2024, puntava a impugnare i pareri ambientali favorevoli espressi nell’ambito della procedura VIA-VAS sul progetto del ponte, nonostante la presenza di numerose criticità ambientali segnalate.

Tuttavia, il TAR non è entrato nel merito delle contestazioni. La decisione si basa su un aspetto procedurale: secondo i giudici, quei pareri sono atti “endoprocedimentali”, ovvero passaggi intermedi che possono essere contestati solo insieme all’atto finale conclusivo.

In questo caso, l’atto finale è rappresentato dalla delibera del CIPESS, che autorizza l’avvio dell’opera.

Il nodo della delibera CIPESS

Proprio su questo punto emerge un elemento cruciale: la delibera CIPESS, adottata il 6 agosto 2024, al momento risulta inefficace.

La Corte dei Conti ha infatti sollevato rilievi significativi, mettendo in discussione alcuni presupposti fondamentali del progetto.

Tra le criticità evidenziate:

  • la necessità di una gara pubblica per l’affidamento della progettazione esecutiva e dei lavori;
  • l’esigenza di una rivalutazione dell’impatto ambientale, alla luce dei cambiamenti intervenuti nel territorio nel corso degli anni.


Questi elementi, secondo quanto riferito dalla sindaca, rendono attualmente non operativa la delibera e quindi bloccano, di fatto, l’avvio dei cantieri.

Impatto ambientale e possibili nuovi passaggi

Un altro tema centrale riguarda proprio la valutazione ambientale. Secondo quanto emerso, qualora il progetto esecutivo dovesse discostarsi in modo significativo da quello definitivo, sarà necessario un nuovo passaggio in sede VIA-VAS.

Questo potrebbe riaprire il confronto tecnico e istituzionale su uno degli aspetti più controversi dell’intera opera.

Le reazioni del Governo

Dal canto suo, il Governo e la società Stretto di Messina S.p.A. hanno interpretato la decisione del TAR come una conferma della correttezza del percorso amministrativo seguito.

Secondo questa lettura, la pronuncia rafforza l’impostazione normativa adottata, riconoscendo la natura procedurale degli atti contestati e la loro coerenza con l’iter previsto per un’opera strategica nazionale.

Una vicenda ancora aperta

Nonostante la pronuncia del TAR, la partita sul Ponte sullo Stretto resta tutt’altro che chiusa. La questione si sposta ora sui prossimi passaggi istituzionali e sull’iter normativo in corso in Parlamento.

Nel frattempo, restano aperti i nodi legati alla legittimità amministrativa, alla sostenibilità ambientale e alle modalità di affidamento dei lavori, elementi destinati a incidere in modo decisivo sul futuro dell’opera.

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