Il dibattito sul progetto del Ponte sullo Stretto torna ad accendersi, questa volta attorno a una questione tecnica cruciale: l’affidabilità dei cavi portanti. A rilanciare il confronto è il professor Antonino Risitano, che in una nota pubblica ha risposto con toni netti a un commento critico, sollevando interrogativi destinati a far discutere.
Al centro della polemica vi sono presunti test di fatica da fretting eseguiti in Giappone su componenti fondamentali della struttura. Secondo Risitano, tali prove sarebbero state richieste dai progettisti internazionali proprio per verificare la resistenza dei cavi nel tempo, ma i risultati non sarebbero stati resi pubblici.
Il punto non è secondario. La fatica da fretting è un fenomeno noto nell’ingegneria dei materiali: micro-movimenti tra superfici a contatto possono generare usura e cricche, compromettendo la durabilità degli elementi strutturali. In un’infrastruttura come il Ponte sullo Stretto, dove i cavi rappresentano il cuore del sistema portante, ogni incertezza su questo aspetto assume un peso rilevante.
Risitano contesta inoltre le posizioni di alcuni esperti che, in passato, avrebbero ritenuto non necessarie tali prove sperimentali, sostenendo invece che proprio la loro esecuzione avrebbe evidenziato criticità tali da bloccare l’avanzamento del progetto. Da qui le tre domande dirette poste pubblicamente: se i test siano stati effettuati, se esistano risultati e, soprattutto, se questi siano stati finora nascosti perché non soddisfacenti.
Il tono è polemico, ma il nodo sollevato riguarda un tema più ampio: la trasparenza nei grandi progetti infrastrutturali. In un contesto in cui il Ponte sullo Stretto continua a dividere opinione pubblica, politica e comunità scientifica, la disponibilità di dati verificabili diventa essenziale per alimentare un confronto informato.
La questione resta aperta. Al momento non risultano risposte ufficiali puntuali alle domande sollevate, né chiarimenti pubblici sui test citati. Nel frattempo, il dibattito prosegue tra sostenitori e critici dell’opera, con una crescente attenzione ai dettagli tecnici che potrebbero determinarne la fattibilità.
Al di là delle posizioni, una cosa appare evidente: la credibilità del progetto passa anche dalla capacità di fornire risposte chiare, documentate e accessibili. In assenza di queste, il rischio è che il confronto resti confinato tra accuse reciproche, senza arrivare a una sintesi condivisa basata su evidenze scientifiche.

















