Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito tecnico e scientifico, questa volta per le osservazioni legate alla resistenza a fatica dei materiali impiegati nei cavi principali. A sollevare la questione è il professor Antonino Risitano, noto esperto nel campo delle prove di fatica e ideatore del cosiddetto metodo termografico, sviluppato presso l’Università di Catania.
Secondo le dichiarazioni attribuite all’ingegnere, le prime prove di fatica da fretting — un fenomeno di usura che si verifica tra superfici a contatto soggette a micro-movimenti — avrebbero già evidenziato criticità significative nei cavi. Un’affermazione forte, che se confermata implicherebbe problemi strutturali rilevanti per un’opera di tale portata.
Il tema della fatica dei materiali è centrale nelle grandi infrastrutture sospese. I cavi principali di un ponte come quello sullo Stretto sono sottoposti a sollecitazioni variabili nel tempo: traffico, vento, variazioni termiche e vibrazioni. Proprio in questo contesto si inserisce il metodo Risitano, una tecnica innovativa che utilizza sensori a infrarossi per analizzare il comportamento termico dei materiali durante le prove di fatica.
Questo approccio consente di individuare rapidamente il limite di fatica e di tracciare la curva di vita del materiale, riducendo tempi e costi rispetto ai metodi tradizionali. Il principio alla base è che il danneggiamento interno del materiale produce calore, rilevabile tramite termografia. Una variazione anomala della temperatura può quindi indicare l’inizio di un processo di degrado.
Sviluppato a partire dagli anni ’80, il metodo ha trovato applicazioni in ambito industriale e accademico, attirando l’interesse di ricercatori a livello internazionale. La sua efficacia nel rilevare precocemente fenomeni di danneggiamento lo rende uno strumento particolarmente utile per valutare la sicurezza di componenti strutturali critici.
Nel caso del Ponte sullo Stretto, l’eventuale presenza di fenomeni di fretting nei cavi rappresenterebbe un elemento da approfondire con estrema attenzione. Tuttavia, è importante distinguere tra risultati preliminari di laboratorio e condizioni reali di esercizio: le prove sperimentali devono essere contestualizzate all’interno di modelli ingegneristici complessi e validati.
Il confronto tra esperti resta aperto. Da un lato, le nuove tecnologie di analisi come il metodo termografico offrono strumenti sempre più sofisticati per la prevenzione dei guasti; dall’altro, la progettazione di grandi opere richiede verifiche multilivello e standard internazionali rigorosi.
In un contesto in cui il Ponte sullo Stretto rappresenta una delle infrastrutture più ambiziose d’Europa, il tema della sicurezza strutturale continua a essere centrale. Le dichiarazioni di Risitano contribuiscono ad alimentare un dibattito tecnico che, al di là delle posizioni, evidenzia l’importanza di controlli approfonditi e trasparenza nei processi di validazione.
Per approfondire il metodo termografico Risitano su Wikipedia

















