Il percorso verso la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina entra in una nuova fase cruciale. Dopo la bollinatura della Corte dei conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera CIPESS, prevista entro la fine dell’estate, il progetto diventerà pienamente operativo. La società Stretto di Messina avvierà immediatamente il Programma delle opere anticipate, insieme alla progettazione esecutiva per fasi costruttive.
Opere anticipate entro il 2025
Le prime attività interesseranno il territorio con lavori propedeutici e a basso impatto, mirati a preparare i cantieri: realizzazione delle piste di cantiere, predisposizione dei campi base, potenziamento delle reti idriche e fognarie, risoluzione delle interferenze con i sottoservizi, bonifica degli ordigni bellici e monitoraggi ambientali ante operam.
Il piano prevede anche indagini archeologiche e geognostiche, oltre a misure compensative di carattere sociale e ambientale, per attenuare da subito gli effetti della cantierizzazione.
Tre fasi costruttive
Il cronoprogramma ufficiale fissa tappe precise:
- Fase 1 (dal maggio 2026): collegamenti stradali e ferroviari;
- Fase 2 (dal settembre 2026): gallerie, svincoli e tre nuove stazioni ferroviarie;
- Fase 3 (dal marzo 2027): le opere di attraversamento vero e proprio, dalle torri agli ancoraggi, fino al sistema di sospensione e al centro direzionale.
Il completamento del ponte è stimato per il 2032, in linea con gli impegni assunti dal Governo e dal contraente generale.
Espropri e indennizzi
Con la dichiarazione di pubblica utilità che accompagnerà l’approvazione del progetto definitivo, sarà avviata la procedura di esproprio graduale. I proprietari interessati riceveranno comunicazioni digitali o tramite raccomandata e potranno partecipare attivamente alla determinazione dell’indennità. La procedura bonaria sarà favorita come strumento principale, ma resteranno percorribili i canali amministrativi e giudiziari.
Il nodo contrattuale: penali per Stato e privati
Il 5 agosto è stato sottoscritto l’atto aggiuntivo tra Stretto di Messina ed Eurolink (gruppo Webuild), che riattiva i contratti sospesi da oltre un decennio. La novità principale riguarda l’introduzione di penali bilaterali: non solo per lo Stato in caso di blocco dei lavori (fino a oltre un miliardo di euro), ma anche per il contraente generale, vincolato al rispetto dei tempi e delle prestazioni.
Sul punto si annunciano già interrogazioni parlamentari: alcuni esponenti politici ritengono “anomalo” che il contratto sia stato firmato prima della registrazione della delibera CIPESS alla Corte dei conti.
Ambiente e monitoraggio
Elemento centrale rimane il Piano di Monitoraggio Ambientale, che coprirà tre fasi (ante operam, in corso d’opera e post operam) e due livelli territoriali:
- Aree di cantiere, entro 500 metri dai lavori, per intervenire in tempo reale su eventuali criticità;
- Area vasta, che comprende circa 43 km² in Sicilia, 15 km² in Calabria e oltre 1.600 km² di area marina, con particolare attenzione a SIC e ZPS di elevato valore naturalistico.
Le prossime tappe
Con l’avvio del programma esecutivo, il Governo punta a trasformare in realtà uno dei progetti infrastrutturali più discussi e controversi della storia italiana. La vera sfida sarà la gestione dei cantieri in territori complessi, la tutela delle comunità locali e il rispetto delle stringenti prescrizioni ambientali.

















