Ponte sullo Stretto, Caminiti: “Il rinvio al 2033 smentisce l’apertura dei cantieri entro il 2027”

La sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, commenta lo slittamento dei fondi: “Avevamo ragione sui limiti procedurali. Serve chiarezza prima di qualsiasi annuncio”
Giusy Caminiti Sindaco del Comune di Villa San Giovanni - RC

La sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, interviene sulla decisione del Governo di rinviare al 2033 i 780 milioni di euro destinati al Ponte sullo Stretto di Messina.

Secondo la prima cittadina, lo spostamento delle risorse finanziarie, previsto da un emendamento alla manovra, chiarisce definitivamente che l’apertura dei cantieri non avverrà né nel 2026 né entro la fine della legislatura, nel 2027, come più volte annunciato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. “Il rinvio al 2033 – ha spiegato Caminiti – rende evidente che i tempi prospettati finora non erano realistici”.

La sindaca ha ricordato come l’amministrazione comunale di Villa San Giovanni avesse già espresso forti perplessità sull’iter dell’opera, culminate nel ricorso presentato al Tar del Lazio il 19 dicembre scorso. “Le nostre obiezioni – ha sottolineato – non erano strumentali, ma fondate su carenze procedurali e su nodi ancora irrisolti”.

Per Caminiti, la scelta del Governo può essere letta anche come un atto di prudenza istituzionale: prendersi più tempo significa, a suo avviso, affrontare in modo più approfondito le questioni ambientali, urbanistiche e amministrative legate al progetto del Ponte, che si inserisce in un contesto più ampio di scetticismo e cautela, alimentato da anni di annunci, stop, ricorsi e rinvii.

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