Ponte sullo Stretto, Caminiti dopo l’inchiesta: «È il momento di fermarsi e attendere la magistratura»

La sindaca di Villa San Giovanni commenta l’indagine della Procura di Roma e chiede uno stop all’iter del progetto: «Servono trasparenza, legalità e rispetto delle procedure»
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L’inchiesta della Procura di Roma che coinvolge alcuni soggetti legati al dossier del Ponte sullo Stretto riaccende il dibattito sull’opera più discussa del Mezzogiorno. A intervenire è la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, ospite della trasmissione “Buongiorno Regione” su Rai 3 Calabria, che ha ribadito la propria posizione critica nei confronti dell’attuale iter amministrativo del progetto.

Pur sottolineando il principio della presunzione d’innocenza nei confronti degli indagati, Caminiti ha definito l’indagine «un fatto di estrema rilevanza» che impone una riflessione politica e istituzionale.

«Siamo sempre stati contrari non per ragioni ideologiche, ma sulla base di documenti, studi e procedure che continuiamo a ritenere insufficienti», ha dichiarato la sindaca. Secondo Caminiti, la vicenda giudiziaria rappresenta un ulteriore elemento di attenzione su un progetto che, a suo giudizio, presenta ancora numerose criticità.

Nel corso dell’intervista, la prima cittadina ha richiamato il ruolo della Corte dei Conti e le polemiche seguite alla decisione assunta nell’ottobre 2025. «La magistratura va rispettata così come va rispettata la politica. Oggi però la politica deve dimostrare responsabilità e assumere una posizione etica davanti a fatti che riguardano il dossier più importante del Governo nazionale», ha affermato.

Per Caminiti, il punto centrale resta la legittimità dell’iter amministrativo. La sindaca sostiene infatti che il percorso delineato dal decreto commissariale del maggio 2026 presenti aspetti incompatibili con le norme nazionali ed europee e che, per questo motivo, dovrebbe essere sospeso in attesa di ulteriori verifiche.

«Ci sono momenti in cui bisogna fermarsi. Questo è uno di quei momenti», ha dichiarato, aggiungendo che la magistratura deve poter svolgere il proprio lavoro senza pressioni mediatiche o politiche.

Sul fronte delle opere connesse al progetto, Caminiti ha precisato che dal 2022 ad oggi non sono stati realizzati interventi preliminari direttamente collegati al nuovo iter del Ponte. Ha però ricordato le richieste avanzate dal Comune di Villa San Giovanni per mitigare l’impatto che un eventuale cantiere avrebbe sul territorio.

Tra le priorità indicate dall’amministrazione comunale figurano il potenziamento e la copertura del depuratore cittadino, il rifacimento della rete idrica, la realizzazione di una viabilità alternativa e un monitoraggio ambientale continuo in grado di valutare gli effetti dell’opera prima, durante e dopo i lavori.

«Villa San Giovanni rischia di essere divisa in due da un cantiere di enormi dimensioni. Per questo abbiamo chiesto opere preliminari per oltre 500 milioni di euro», ha spiegato la sindaca, sottolineando come la città conviva già da decenni con le conseguenze dell’attraversamento dello Stretto.

Infine, Caminiti ha commentato il nuovo scenario politico dopo l’elezione di Francesco Cannizzaro alla guida della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Pur riconoscendo le diverse posizioni sul Ponte, la sindaca si è detta fiduciosa sulla possibilità di un confronto istituzionale.

«Mi auguro che il sindaco metropolitano possa approfondire le ragioni e le preoccupazioni della nostra comunità. Le nostre non sono posizioni ideologiche, ma dubbi fondati su elementi tecnici e documentali», ha concluso.

L’inchiesta della Procura di Roma e il dibattito sull’iter amministrativo del Ponte sullo Stretto continuano dunque a tenere alta l’attenzione su un’opera destinata a restare al centro del confronto politico e istituzionale nei prossimi mesi.

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