Nuova battuta d’arresto per il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. A denunciarlo in una nota è Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati. La Corte dei conti ha infatti sollevato ulteriori rilievi sul decreto con cui il Ministero delle Infrastrutture ha approvato le nuove regole per la realizzazione dell’opera, evidenziando profili di illegittimità e criticità finanziarie ancora irrisolte.
Al centro delle osservazioni dei giudici contabili c’è l’incertezza sui costi complessivi del ponte e, soprattutto, l’assenza di contributi privati. Un elemento che modifica radicalmente l’impianto originario del progetto: quello che doveva essere un investimento sostenuto anche da capitali privati risulta oggi interamente a carico delle risorse pubbliche, in contrasto con gli impegni previsti dalla normativa.
Secondo la Corte dei conti, questo cambio di natura del finanziamento pone seri dubbi sulla legittimità dell’operazione e sulla sostenibilità economica dell’intervento. Una situazione che, inevitabilmente, riaccende il dibattito politico e istituzionale attorno a un’opera da anni al centro di polemiche.
Sulla vicenda, Chiara Braga, ha parlato di una gestione confusa e priva di garanzie. “Il governo continua a spostare risorse pubbliche come in un gioco delle tre carte – ha dichiarato – ma i nodi vengono puntualmente al pettine. Oggi il ponte è finanziato esclusivamente con soldi dello Stato, mentre in origine si parlava di investimenti privati che non si sono mai concretizzati”.
Per Braga, l’ennesima bocciatura dimostra l’incapacità dell’esecutivo di difendere un progetto che appare “sempre più costoso e sempre meno utile”. Da qui l’appello a rivedere le priorità della spesa pubblica: “In una legge di bilancio che presenta gravi carenze – ha concluso – le risorse dovrebbero essere destinate a sanità, pensioni e lavoro, non a un’opera che continua a sollevare dubbi tecnici, giuridici ed economici”.
Lo ha dichiarato Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, in una nota.

















