Un passaggio istituzionale cruciale per il futuro dell’area dello Stretto si è svolto il 24 marzo 2026 presso il Senato della Repubblica Italiana, dove si è tenuta l’audizione relativa al disegno di legge n. 1832 sul Ponte sullo Stretto di Messina. Tra gli interventi più attesi, quello del sindaco di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, che ha portato all’attenzione della Commissione le criticità e le richieste del territorio.
L’audizione ha coinvolto numerosi attori istituzionali e tecnici, tra cui ANAC, Federmanager e OICE, in un confronto articolato su temi chiave come concessioni, governance dell’opera e ruolo dei commissari straordinari.
La sentenza del TAR Lazio e i nodi procedurali
Nel suo intervento, Caminiti ha richiamato la recente decisione del TAR del Lazio, che ha dichiarato inammissibile – perché prematuro – il ricorso presentato congiuntamente dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria. Una pronuncia che, pur non entrando nel merito, apre alla possibilità di riproporre le stesse contestazioni in una fase successiva.
Secondo il sindaco, la sentenza impone una riflessione approfondita sull’iter amministrativo, in particolare sulla necessità di aggiornare la valutazione di impatto ambientale. Il progetto, infatti, affonda le sue radici in elaborati risalenti a diversi anni fa, rendendo indispensabile – come sottolineato – una verifica complessiva e attuale.
Delibera CIPESS e rispetto delle norme europee
Uno dei punti centrali riguarda la delibera del CIPESS, considerata l’atto decisivo dell’intero procedimento. Caminiti ha evidenziato come questo provvedimento possa, in determinate condizioni, superare anche una valutazione ambientale negativa, purché venga dimostrata l’assenza di alternative e la prevalenza dell’interesse pubblico.
Da qui la richiesta di un rigoroso rispetto della normativa europea, in particolare della direttiva Habitat 92/43/CEE, e l’obbligo di motivare adeguatamente ogni scelta. Centrale anche il tema della cosiddetta “soluzione zero”, ovvero l’ipotesi alternativa che prevede il potenziamento della mobilità nello Stretto senza la realizzazione del ponte.
Risorse, opere compensative e impatto sul territorio
Il sindaco ha poi posto l’attenzione sulle risorse destinate alla città di Villa San Giovanni, definita “la città del ponte” per il ruolo strategico che ricoprirebbe nell’infrastruttura. Le opere previste – tra cui piloni e sistemi di ancoraggio – avrebbero infatti un impatto diretto sul territorio urbano e collinare.
Caminiti ha chiesto che venga adeguatamente finanziato il piano strategico comunale, già presentato al Ministero delle Infrastrutture, che prevede investimenti per circa 1,5 miliardi di euro. Un pacchetto di interventi ritenuto essenziale per garantire sostenibilità, servizi, monitoraggio ambientale e tutela della salute pubblica.
Trasparenza e gara pubblica: i rilievi della Corte dei Conti
Ulteriore elemento critico riguarda le osservazioni della Corte dei Conti, in particolare sulla necessità di indire una gara pubblica. Secondo quanto evidenziato, il passaggio da un modello di project financing a un finanziamento interamente statale richiederebbe nuove procedure, nel rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza.
Un confronto ancora aperto
L’audizione si inserisce in un percorso decisionale ancora in evoluzione, che dovrà tenere conto delle osservazioni tecniche, giuridiche e territoriali emerse. Il contributo degli enti locali, come ribadito dal sindaco di Villa San Giovanni, resta fondamentale per evitare criticità future e garantire uno sviluppo realmente sostenibile per l’intera area dello Stretto.
Il dibattito sul Ponte continua dunque a essere uno dei temi più complessi e divisivi del panorama infrastrutturale italiano, sospeso tra esigenze di crescita economica, tutela ambientale e diritti delle comunità locali.

















