Si è svolta il 21 aprile 2026 alla Camera dei Deputati la presentazione della Relazione annuale al Parlamento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A illustrare il documento è stato il presidente dell’ANAC, Giuseppe Busìa, che ha tracciato un bilancio dell’attività svolta nel 2025 soffermandosi anche su uno dei dossier infrastrutturali più delicati del Paese: il Ponte sullo Stretto di Messina.
Nel passaggio dedicato all’opera, l’Autorità ribadisce osservazioni già avanzate negli ultimi anni durante l’esame parlamentare dei decreti legge che hanno riattivato il progetto. Il focus riguarda soprattutto la scelta di procedere senza una nuova gara pubblica, i vincoli imposti dalla normativa europea, l’aumento dei costi e la necessità di tutelare l’interesse pubblico.
Ponte sullo Stretto: ANAC segnala possibili criticità sui costi
Uno dei punti più rilevanti riguarda la rideterminazione in aumento del costo complessivo dell’opera. Secondo l’ANAC, la norma potrebbe entrare in tensione con l’articolo 72 della direttiva europea 2014/24/UE sugli appalti pubblici.
La disposizione comunitaria stabilisce infatti che un incremento economico successivo alla stipula contrattuale non dovrebbe superare il 50% del valore iniziale del contratto, salvo specifiche condizioni. L’obiettivo è evitare alterazioni della concorrenza e garantire pari opportunità tra operatori economici.
Secondo l’Autorità, alcuni soggetti che non parteciparono alla gara originaria avrebbero potuto presentare offerte se la base economica fosse stata più elevata.
Richiesto un parere formale alla Commissione Europea
Per chiarire il quadro normativo, ANAC ha suggerito al Governo di richiedere un parere ufficiale alla Commissione Europea. Il nodo da sciogliere è se il limite del 50% previsto dalla direttiva possa essere applicato anche alla procedura relativa al Ponte sullo Stretto, nata molti anni prima dell’entrata in vigore della normativa europea attuale.
L’Autorità evidenzia inoltre dubbi sul parametro utilizzato per calcolare tale incremento, basato non su un contratto negoziale ma su un documento programmatorio dello Stato.
Progettazione digitale con BIM e approvazione unitaria
Altro passaggio centrale della relazione riguarda la fase progettuale. ANAC raccomanda che la progettazione esecutiva del Ponte venga sviluppata integralmente in modalità digitale tramite metodologia BIM (Building Information Modeling).
Secondo l’Autorità, l’utilizzo del BIM consentirebbe:
- maggiore controllo sui costi reali;
- verifica preventiva delle interferenze tecniche;
- monitoraggio continuo dell’avanzamento lavori;
- maggiore trasparenza documentale;
- riduzione del rischio di varianti future.
L’ANAC chiede inoltre un’approvazione unitaria del progetto, ritenuta essenziale per avere una stima economica attendibile e coerente.
Massima allerta su infiltrazioni criminali e subappalti
Nel documento viene definito il Ponte sullo Stretto come un’opera ad alto rischio di infiltrazioni criminali, motivo per cui vengono invocate misure eccezionali di vigilanza.
Tra le proposte avanzate:
- estensione dei controlli antimafia anche agli affidamenti sotto i 150 mila euro;
- verifiche costanti sulla sicurezza nei cantieri;
- trasparenza totale su appalti e procedure;
- limiti stringenti al subappalto, anche in deroga al Codice dei contratti pubblici.
No al Collegio consultivo tecnico: costi fino a 25 milioni
ANAC esprime anche perplessità sull’applicazione del Collegio consultivo tecnico a un’opera di questa complessità. Secondo Busìa, lo strumento non sarebbe adeguato a prevenire controversie tecniche e potrebbe generare ulteriori spese rilevanti.
Con un costo stimato dell’infrastruttura attorno ai 10 miliardi di euro, il compenso complessivo dei componenti del collegio potrebbe arrivare a circa 25 milioni di euro.
Un dossier ancora aperto
Le osservazioni contenute nella Relazione annuale confermano come il Ponte sullo Stretto resti uno dei progetti più sensibili del panorama nazionale. Accanto al valore strategico dell’opera, emergono questioni decisive su legalità, sostenibilità economica, regole europee e controlli.
Il messaggio dell’ANAC è netto: per realizzare un’infrastruttura di tale portata servono procedure inattaccabili, trasparenza assoluta e presidi continui contro sprechi e infiltrazioni criminali.
















