VILLA SAN GIOVANNI – Un nuovo e clamoroso capitolo si aggiunge all’emergenza idrica che da giorni interessa il quartiere di Piale. Dopo le difficoltà registrate sulla rete e le verifiche condotte dal Comune insieme ai tecnici di Sorical, la sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti denuncia un episodio che, se confermato dagli accertamenti, assumerebbe contorni particolarmente gravi: l’accesso non autorizzato al serbatoio Pirgo e la chiusura della valvola che alimenta la città.
La denuncia è stata resa pubblica dalla stessa sindaca attraverso un video diffuso sui social, nel quale Caminiti ricostruisce quanto sarebbe accaduto nel pomeriggio di mercoledì 26 agosto.
La valvola chiusa e l’erogazione portata a zero
Secondo la ricostruzione fornita dalla sindaca, intorno alle ore 17 qualcuno sarebbe entrato all’interno del serbatoio Pirgo, un impianto chiuso e non accessibile al pubblico, e avrebbe agito sulla valvola di adduzione destinata a rifornire Villa San Giovanni.
«Non ha ridotto la portata dell’acqua, ha chiuso la diretta e ha portato a zero l’erogazione dell’acqua per il quartiere di Piale», afferma Caminiti nel video.
Un particolare, nella ricostruzione della sindaca, viene considerato significativo: sarebbe stata chiusa soltanto la valvola destinata all’alimentazione di Villa San Giovanni, mentre sarebbe rimasto aperto il rifornimento verso Piale di Campo Calabro.
Un elemento che, secondo l’amministrazione, potrebbe indicare che chi è intervenuto conoscesse la configurazione dell’impianto e sapesse dove mettere le mani. Si tratta, tuttavia, di un aspetto che dovrà essere verificato dagli accertamenti delle autorità competenti.
Un’emergenza che durava già da giorni
L’episodio arriva dopo giorni di forte preoccupazione per il servizio idrico nel quartiere di Piale.
Nei giorni precedenti, come già riferito dall’amministrazione, il monitoraggio del serbatoio Pirgo aveva evidenziato una diminuzione dell’acqua in uscita. Il Comune aveva quindi avviato interlocuzioni con Sorical e disposto verifiche e sopralluoghi.
L’assessore ai Servizi esterni Ruggero Marra aveva spiegato che il sistema installato sul serbatoio consentiva di controllare in tempo reale il livello e l’erogazione dell’acqua. Proprio il monitoraggio avrebbe permesso di individuare anomalie che, inizialmente, non sembravano riconducibili con certezza alla rete comunale.
Era stata inoltre attivata un’autobotte per far fronte alle necessità dei residenti, con distribuzione di acqua esclusivamente per uso igienico-sanitario.
«Un gesto di prevaricazione e sabotaggio»
Nel suo intervento, la sindaca utilizza parole molto dure per descrivere quanto accaduto.
Caminiti definisce l’episodio «inqualificabile» e parla di «un gesto mafioso», intendendolo come atto di prevaricazione e sabotaggio ai danni di una comunità che già da giorni affrontava un importante disservizio idrico.
La sindaca precisa che l’azione, secondo la sua ricostruzione, non rappresenterebbe soltanto un attacco all’amministrazione comunale, ma soprattutto ai cittadini e a un servizio pubblico essenziale.
«Ci sono 800 persone e centinaia di famiglie che stanno subendo un disservizio», sottolinea Caminiti, ribadendo che i residenti di Piale non meritano di essere coinvolti in quello che l’amministrazione considera un vero e proprio attacco alla città.
Allertate le forze dell’ordine
Una volta rilevato l’azzeramento dell’erogazione, il Comune avrebbe immediatamente contattato Sorical e le forze dell’ordine.
La sindaca racconta di essere rimasta fino a tarda sera presso il serbatoio insieme agli operatori e ai tecnici, mentre venivano effettuate le verifiche sull’impianto.
Secondo quanto riferito, l’apertura del serbatoio avrebbe consentito di constatare direttamente che la valvola di adduzione era completamente chiusa.
La sindaca comunica inoltre che Sorical ha provveduto alla sostituzione dei lucchetti del serbatoio. La denuncia alle forze dell’ordine è stata effettuata e, secondo quanto dichiarato da Caminiti, sarà formalizzata con ulteriori elementi utili agli accertamenti.
Controlli rafforzati su tutta la rete
La vicenda ha spinto l’amministrazione a innalzare il livello di attenzione non soltanto sul serbatoio Pirgo, ma sull’intero sistema idrico cittadino.
«Abbiamo messo in atto una serie di atti precauzionali che a questo punto riguardano tutti i serbatoi della città, riguardano tutta la condotta cittadina», spiega la sindaca.
Il timore espresso dall’amministrazione è infatti che eventuali azioni possano verificarsi anche in altri punti della rete.
Per questo, secondo quanto comunicato, sono stati rafforzati i controlli sui serbatoi e sulle condotte che garantiscono i servizi primari della città, con il coinvolgimento congiunto dell’amministrazione, di Sorical e delle forze dell’ordine.
Dall’emergenza idrica al caso-sabotaggio
La vicenda di Piale assume così una dimensione diversa rispetto ai primi giorni dell’emergenza.
Inizialmente l’attenzione era concentrata sul funzionamento della rete, sull’approvvigionamento del serbatoio Pirgo e sulle anomalie registrate nell’erogazione. L’amministrazione aveva parlato di verifiche necessarie da parte di Sorical e di «situazioni molto strane», annunciando che soltanto dopo aver acquisito tutti gli elementi sarebbe stato possibile trarre conclusioni.
Ora la sindaca riferisce pubblicamente di un episodio preciso: l’accesso al serbatoio e la chiusura della valvola che alimenta Villa San Giovanni.
Sarà naturalmente compito delle autorità accertare chi sia entrato nell’impianto, come abbia avuto accesso al serbatoio e con quali finalità abbia agito.
«Non indietreggiamo»
Nel finale del suo video, Caminiti lancia un messaggio netto: l’amministrazione non intende fare un passo indietro.
«Noi non indietreggiamo», afferma la sindaca, spiegando che, di fronte a fatti di questa gravità, aumenterà ulteriormente il livello di attenzione e di esposizione dell’amministrazione.
Intanto Sorical continua a lavorare sul serbatoio e sulla condotta, mentre le forze dell’ordine sono state informate dell’accaduto.
Dopo quattro giorni di emergenza idrica e le numerose segnalazioni dei cittadini, Piale si trova dunque al centro di una vicenda che non riguarda più soltanto la continuità dell’erogazione dell’acqua, ma anche la sicurezza di un’infrastruttura pubblica e le responsabilità da accertare sull’accesso al serbatoio Pirgo.
La parola passa ora agli accertamenti. Saranno questi a stabilire se quanto denunciato dall’amministrazione corrisponda a un vero e proprio sabotaggio e, soprattutto, chi abbia avuto accesso all’impianto e per quale motivo.

















