Piale, emergenza acqua senza fine: via Tintorello a secco da 14 giorni. «Ma l’Amministrazione dov’è?»

A Piale alta i residenti denunciano un disservizio che si protrae da due settimane. Dopo le anomalie al serbatoio Pirgo, le comunicazioni di Sorical e il caso del presunto sabotaggio, ora pesa il silenzio dell’Amministrazione: «Nessun comunicato, nessun avviso»
disservizio idrico villa san giovanni

VILLA SAN GIOVANNI – Quattordici giorni senza acqua. Non più un semplice disservizio, ma una situazione che per i residenti di Piale, zona alta, in particolare nella zona di via Tintorello, ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza.

A denunciare il protrarsi della situazione sono gli stessi cittadini, che in queste ore tornano a chiedere risposte sul funzionamento della rete idrica e, soprattutto, sulle ragioni per cui, nonostante i diversi interventi annunciati nelle ultime settimane, il problema non sia stato ancora definitivamente risolto.

«Siamo a una settimana dall’inizio dell’anno scolastico. Siamo stanchi, disperati, esausti di tutto, senza acqua a Piale alta da 14 giorni», è il grido d’allarme dei residenti.

Una situazione difficilmente conciliabile con la normalità quotidiana di molte famiglie, soprattutto considerando che si tratta di un servizio essenziale.

Quattordici giorni e poche certezze

Il dato più preoccupante, secondo i cittadini, non è soltanto la durata del disservizio, ma anche l’assenza di informazioni aggiornate.

«Nessun comunicato, nessun avviso. Quanto durerà ancora questa storia?», chiedono i residenti.

Ed è proprio questo il punto che oggi alimenta maggiormente la protesta: che fine hanno fatto le comunicazioni dell’Amministrazione comunale?

Dopo gli interventi annunciati, le autobotti, i sopralluoghi, le interlocuzioni con Sorical e le rassicurazioni sul progressivo ritorno alla normalità, i cittadini di Piale alta sostengono di essere ancora alle prese con rubinetti a secco.

E allora la domanda diventa inevitabile: se il problema è ancora presente, perché la cittadinanza non viene informata con puntualità?

Il caso Pirgo e la comunicazione di Sorical

La vicenda si inserisce in una sequenza di episodi che nelle ultime settimane hanno riportato al centro dell’attenzione il serbatoio Pirgo, infrastruttura fondamentale per l’approvvigionamento idrico di Villa San Giovanni e dell’area di Piale.

Il 28 agosto Sorical ha comunicato al Comune un possibile malfunzionamento della condotta di adduzione che alimenta il serbatoio Pirgo.

Nella nota, la società riferiva che, a seguito di un sopralluogo, non erano state individuate perdite lungo la condotta e che era stata ipotizzata la possibile presenza di una bolla d’aria, in grado di ostacolare il normale funzionamento della rete.

Sorical comunicava quindi l’avvio di un intervento tecnico finalizzato al ripristino del corretto funzionamento della condotta e, successivamente, dell’erogazione.

Una spiegazione tecnica che si aggiunge alle numerose anomalie registrate nei giorni precedenti.

Prima l’emergenza, poi la denuncia del presunto sabotaggio

Ma il caso Piale non si è fermato alle problematiche tecniche.

Nei giorni scorsi la sindaca Giusy Caminiti aveva denunciato pubblicamente un episodio ancora più grave: secondo la ricostruzione della prima cittadina, qualcuno sarebbe entrato all’interno del serbatoio Pirgo, impianto chiuso e non accessibile al pubblico, e avrebbe chiuso la valvola che alimenta Villa San Giovanni, portando a zero l’erogazione.

La sindaca aveva parlato di un gesto «inqualificabile» e di «sabotaggio», informando le forze dell’ordine e annunciando il rafforzamento delle misure di sicurezza sui serbatoi e sulle condotte cittadine.

Si tratta di accuse e ricostruzioni che dovranno essere valutate dagli organi competenti e sulle quali saranno gli accertamenti a stabilire dinamica e responsabilità.

Ma una cosa è certa: l’emergenza idrica di Piale non è un episodio isolato degli ultimi giorni.

E oggi i cittadini chiedono: chi li informa?

È proprio alla luce di questa successione di eventi che il silenzio denunciato dai residenti diventa ancora più difficile da comprendere.

Se la rete è stata interessata da anomalie, se Sorical ha dovuto effettuare interventi sulla condotta, se sul serbatoio Pirgo è stato denunciato un accesso non autorizzato e se i cittadini continuano a segnalare l’assenza di acqua, la comunicazione istituzionale dovrebbe essere costante, chiara e tempestiva.

Invece, secondo quanto lamentano i residenti, negli ultimi giorni sarebbe mancato proprio questo.

E la domanda che serpeggia tra le famiglie è tanto semplice quanto pesante: «Ma da chi siamo amministrati?»

Non si tratta soltanto di una polemica politica. Quando manca l’acqua per giorni, una comunicazione ufficiale diventa parte integrante della gestione dell’emergenza.

I cittadini hanno il diritto di sapere cosa sta accadendo, quali interventi sono in corso, quali sono le cause accertate e, soprattutto, quando potranno tornare ad aprire il rubinetto e trovare l’acqua.

L’esposto alla Procura

Nel frattempo, la protesta dei residenti ha assunto anche una dimensione formale.

La scorsa settimana, secondo quanto riferito dagli stessi cittadini, circa 30 residenti hanno sottoscritto e presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, chiedendo che venga fatta chiarezza sul protrarsi del disservizio idrico.

Un passaggio che testimonia quanto la situazione sia diventata pesante per la comunità.

L’acqua, infatti, non è un servizio accessorio. È un bene primario, indispensabile per l’igiene, la gestione delle abitazioni, la vita quotidiana e, in questi giorni, anche per prepararsi alla ripresa delle attività scolastiche.

L’Amministrazione deve spiegare cosa sta succedendo

È comprensibile che la soluzione di un problema sulla rete possa richiedere tempo, sopralluoghi e interventi tecnici.

È molto meno comprensibile, invece, che una comunità costretta a convivere con un disservizio che i residenti indicano ormai in 14 giorni debba affidarsi alle segnalazioni sui social per capire cosa stia accadendo.

Dopo le dichiarazioni dell’assessore Ruggero Marra, le comunicazioni di Sorical, la denuncia della sindaca Caminiti e le successive verifiche tecniche, sarebbe necessario un quadro ufficiale e aggiornato della situazione.

Quanta acqua arriva oggi al serbatoio Pirgo? Il problema della condotta è stato definitivamente risolto? L’ipotesi della bolla d’aria è stata confermata? Il servizio è regolare in tutte le zone di Piale? E, soprattutto, perché alcuni cittadini continuano a denunciare l’assenza di acqua?

Sono domande semplici, alle quali i residenti attendono risposte altrettanto semplici.

Piale non può essere lasciata senza risposte

La vicenda di Piale rischia così di trasformarsi da emergenza idrica a emergenza nella comunicazione istituzionale.

Perché anche quando le cause di un disservizio sono tecniche, anche quando sono in corso verifiche da parte del gestore e anche quando emergono episodi che devono essere accertati dalle autorità, l’Amministrazione ha il compito di tenere informata la propria comunità.

Dopo circa 14 giorni denunciati dai residenti di Piale alta, non bastano più rassicurazioni generiche.

Servono acqua, date, risposte e trasparenza.

E soprattutto serve che qualcuno spieghi ai cittadini di via Tintorello perché, ancora oggi, aprendo il rubinetto, l’acqua non arriva.

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