Nuovo stop della Corte dei conti alla convenzione del Ponte sullo Stretto

Dopo la mancata bollinatura della delibera CIPESS da 13,5 miliardi, i magistrati contabili bloccano anche la convenzione tra il Mit e la società Stretto di Messina. Il governo attende le motivazioni ma Salvini assicura: “Si va avanti”. Intanto, tutto rinviato al 17 novembre
ponte sullo stretto - Calabria - Cannitello - Villa San Giovanni

Nuovo capitolo nella lunga storia del Ponte sullo Stretto di Messina, e ancora una volta non si tratta di un passo avanti. La Corte dei conti ha deciso di non registrare, almeno per ora, il decreto che disciplina la convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e la società Stretto di Messina, rinviando tutto alle sezioni riunite

Saranno loro a decidere, nella seduta fissata per il 17 novembre, se dare il via libera o respingere il provvedimento.

Il nuovo stop arriva a poche settimane dalla mancata “bollinatura” della delibera CIPESS che prevedeva uno stanziamento di 13,5 miliardi di euro per finanziare l’opera. In sostanza, senza la registrazione della Corte, il decreto non può entrare in vigore e l’iter resta bloccato.

Il magistrato delegato ha sollevato alcune perplessità, probabilmente legate a questioni di legittimità procedurale, copertura finanziaria e rispetto delle norme europee sugli appalti. Sembra che a destare dubbi sia soprattutto la coerenza tra la nuova convenzione e il contratto originario del 2011, poiché l’aumento dei costi rispetto alla versione precedente potrebbe richiedere, secondo la normativa UE, una nuova gara.

Sul tavolo anche le questioni ambientali e la compatibilità dell’opera con la direttiva Habitat, già oggetto di contestazioni dopo la relazione che aveva dichiarato il ponte “di rilevante interesse pubblico”. Non mancano poi i nodi economici: la Corte chiede chiarimenti sulla sostenibilità complessiva del progetto, sulle previsioni di traffico e sulle spese di manutenzione a lungo termine.

Il blocco, per il momento, impedisce di sbloccare i fondi e di avviare formalmente i lavori. Ma dal governo non arrivano segnali di frenata. Il ministro Matteo Salvini ha ribadito che “l’opera non è in discussione” e che i tecnici del Mit sono già al lavoro per fornire alla Corte tutta la documentazione necessaria. Nel frattempo, al ministero continuano i tavoli tecnici per affrontare gli aspetti legati alla sicurezza della navigazione durante la costruzione.

La decisione delle sezioni riunite della Corte dei conti, attesa per metà novembre, sarà quindi un passaggio decisivo per capire se il progetto potrà finalmente partire o se serviranno nuovi aggiustamenti. Per ora, il Ponte sullo Stretto resta ancora sospeso — non solo tra due sponde, ma anche tra burocrazia, dubbi e speranze.

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