Il futuro del Molo Sottoflutto di Villa San Giovanni torna al centro del dibattito pubblico sulle infrastrutture strategiche e sulla viabilità legata agli attraversamenti nello Stretto di Messina. Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Stretto di Messina ha annunciato l’avvio formale di una richiesta di accesso agli atti per fare chiarezza sulla destinazione dell’area portuale realizzata per l’emergenza traffico dei mezzi pesanti nei primi anni Duemila.
Secondo il Comitato, l’infrastruttura sarebbe stata progressivamente sottratta alla propria funzione originaria — ovvero alleggerire il traffico dei TIR nel centro urbano di Villa San Giovanni — per essere destinata ad attività considerate “estranee all’interesse pubblico”, come ormeggi e nautica da diporto.
Nel comunicato diffuso nelle scorse ore, il presidente Francesco Caruso richiama direttamente l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3296 del 19 giugno 2003, emanata durante lo stato di emergenza per affrontare le criticità legate all’attraversamento dei mezzi pesanti nello Stretto di Messina.
L’obiettivo dell’opera, ricorda il Comitato, era chiaro: il Molo Sottoflutto venne progettato nell’ambito di interventi urgenti e indifferibili finalizzati a fronteggiare l’emergenza nella città di Villa San Giovanni in relazione ai problemi di traffico determinati dall’attraversamento del centro cittadino da parte dei mezzi pesanti.
“Oggi invece — denuncia il Comitato — esiste il rischio concreto che un’infrastruttura finanziata con fondi pubblici venga trasformata in un’area destinata ad interessi privati, allontanandola completamente dalle finalità per cui era stata costruita”.
Parole durissime anche contro quello che viene definito un sistema di “favoritismi” verso gruppi armatoriali e interessi consolidati nello Stretto, mentre cittadini e autotrasportatori continuano a convivere quotidianamente con traffico, smog, congestione urbana e pesanti ricadute economiche e ambientali.
Il Comitato sostiene che, a oltre vent’anni dalla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, la situazione della viabilità a Villa San Giovanni resti sostanzialmente irrisolta, nonostante gli investimenti pubblici effettuati nel tempo.
Da qui la decisione di avviare verifiche amministrative e documentali sulla destinazione dell’opera, chiedendo piena trasparenza sull’utilizzo dei finanziamenti pubblici e sugli eventuali cambiamenti di funzione del Molo Sottoflutto.
Tra le richieste avanzate vi è anche quella di ripristinare la funzione originaria dell’infrastruttura, restituendola al servizio dell’autotrasporto e della città.
Il Comitato pone inoltre un interrogativo di natura economica e gestionale: secondo gli autotrasportatori, il Comune di Villa San Giovanni avrebbe rinunciato alla possibilità di valorizzare strategicamente l’area attraverso concessioni demaniali in grado di produrre introiti significativi per l’ente e per il territorio.
“Appare incomprensibile — si legge nella nota — che una struttura pubblica di tale importanza sia stata sottratta alla propria funzione senza alcun beneficio concreto per la collettività”.
La questione riporta al centro dell’attenzione il tema della gestione delle infrastrutture pubbliche nello Stretto di Messina e delle soluzioni adottate negli anni per affrontare l’impatto del traffico pesante su Villa San Giovanni, tra esigenze della mobilità, interesse pubblico e utilizzo delle opere realizzate con fondi statali.

















