Nella notte del 13 aprile 2026, la città di Messina torna al centro delle polemiche per la gestione del traffico pesante. A sollevare il caso è Francesco Caruso, presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza dello Stretto di Messina, che attraverso un video denuncia una situazione definita “fuori controllo” nella zona della Rada San Francesco.
Secondo quanto mostrato e dichiarato, intorno alle ore 23:00 si registrava la presenza di oltre cento mezzi pesanti in un’area urbana dove vigono disposizioni e limitazioni alla circolazione dei Tir. Una condizione che, se confermata, rappresenterebbe una violazione delle ordinanze comunali e delle norme sulla mobilità urbana.
Al centro delle critiche finisce la compagnia di navigazione Caronte & Tourist, accusata di esercitare un’influenza determinante nella gestione dei flussi di traffico tra Sicilia e Calabria. Caruso parla apertamente di una città “in balia degli interessi privati”, sostenendo che le istituzioni locali non sarebbero in grado – o non intenderebbero – intervenire per ristabilire il rispetto delle regole.
Nel mirino anche l’area portuale di Tremestieri, progettata proprio per decongestionare il traffico pesante dal centro cittadino. Secondo la denuncia, molti autotrasportatori continuerebbero però a transitare e imbarcarsi da altri punti, contribuendo a congestionare le strade urbane e aggravando i disagi per i residenti.
Le immagini diffuse (video in fondo all’articolo) mostrerebbero lunghe file di camion in attesa, con conseguenze evidenti sulla viabilità e sulla sicurezza stradale. Il tema non è nuovo: da anni cittadini e associazioni denunciano criticità legate al passaggio dei mezzi pesanti nel tessuto urbano messinese, nonostante i divieti e le infrastrutture alternative realizzate.
Particolarmente pesanti le accuse rivolte alle autorità di controllo. “Non esiste lo Stato”, afferma Caruso nel video, denunciando l’assenza di verifiche da parte delle forze dell’ordine e un presunto vuoto istituzionale nella gestione della situazione.
Al momento, non risultano repliche ufficiali da parte delle istituzioni locali né della società coinvolta. Tuttavia, la vicenda potrebbe riaccendere il dibattito pubblico sulla regolamentazione del traffico nello Stretto e sull’equilibrio tra interessi economici e tutela del territorio.
La questione resta aperta e, in attesa di eventuali sviluppi, riporta al centro dell’attenzione un nodo cruciale per la mobilità e la qualità della vita nello Stretto di Messina: la convivenza tra città, traffico pesante e sistema monopolistico.
















