A Reggio Calabria si apre una nuova vertenza nel settore marittimo. La sigla sindacale UGL Trasporti Mare e Porti ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione dei lavoratori della Meridiano Lines SRL, annunciando uno sciopero di 24 ore.
L’astensione dal lavoro è prevista dalle ore 21:00 del 25 marzo 2026 fino alle ore 21:00 del 26 marzo 2026 e coinvolgerà il personale marittimo della compagnia.
Le ragioni della protesta
Alla base della mobilitazione sindacale ci sono una serie di criticità segnalate dai lavoratori durante le assemblee del 12 marzo. Secondo quanto comunicato dalla UGL, l’azienda non avrebbe rispettato alcuni punti fondamentali del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL).
Tra le principali contestazioni:
- Ritardi nel pagamento degli stipendi
- Mancato riconoscimento dei riposi compensativi dopo turni domenicali
- Problemi nella gestione della banca ore
- Applicazione discutibile dei turni particolari
- Criticità sugli accordi di secondo livello
Il sindacato parla di una situazione “ormai insostenibile”, maturata nel tempo senza soluzioni concrete.
Stato di agitazione immediato
La decisione di proclamare lo stato di agitazione è arrivata al termine di un confronto diretto con le maestranze. I lavoratori avrebbero espresso in modo compatto la necessità di un intervento sindacale deciso per sbloccare la vertenza.
La misura ha effetto immediato e rappresenta il primo passo di una mobilitazione che potrebbe intensificarsi in assenza di risposte.
Coinvolte le istituzioni
La comunicazione ufficiale è stata inviata, oltre che all’azienda, anche a diverse istituzioni competenti, tra cui:
- il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
- la Prefettura di Reggio Calabria
- l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto
- la Capitaneria di Porto locale
- la Commissione di Garanzia sugli scioperi
Un passaggio formale che apre alla possibile attivazione di tavoli istituzionali per la gestione della vertenza.
Possibili disagi per i servizi marittimi
Lo sciopero potrebbe avere ripercussioni sui collegamenti marittimi gestiti dalla Meridiano Lines, con disagi per pendolari e utenti.
Al momento non sono stati diffusi dettagli sui servizi minimi garantiti, ma è probabile che vengano comunicati nei giorni precedenti alla protesta.
Prospettive della vertenza
La mobilitazione rappresenta un segnale forte nei confronti dell’azienda. L’obiettivo dichiarato del sindacato è ottenere il pieno rispetto degli accordi contrattuali e garantire condizioni di lavoro dignitose per tutto il personale marittimo.
Ma c’è un elemento che rende la vicenda ancora più grave: siamo nel 2026 e situazioni di questo tipo continuano a verificarsi. Non si tratta, infatti, di una realtà marginale o di una piccola impresa in difficoltà, bensì di una società che genera fatturati per centinaia di milioni di euro l’anno. Un contesto in cui ritardi nei pagamenti, diritti non riconosciuti e gestione contestata dei turni appaiono, per molti, semplicemente inaccettabili.
Resta ora da capire se nelle prossime ore si aprirà un confronto concreto tra le parti per scongiurare lo sciopero o almeno limitarne l’impatto. In assenza di segnali distensivi, il rischio è che la vertenza si inasprisca ulteriormente, trasformandosi in uno scontro destinato a lasciare il segno nel settore.

















