A Messina esiste una regola precisa, formalizzata in un’ordinanza comunale, che disciplina il transito dei mezzi pesanti. L’obiettivo è semplice: evitare che i tir attraversino il centro cittadino, indirizzandoli verso l’approdo di Tremestieri, pensato proprio per alleggerire il traffico urbano e ridurre disagi e rischi.
Sulla carta, il meccanismo è lineare. Nella realtà quotidiana, però, accade tutt’altro.
Ogni giorno numerosi mezzi pesanti continuano a entrare in città, scegliendo percorsi che consentono di imbarcarsi prima, aggirando di fatto quanto stabilito dall’ordinanza. Una prassi che, secondo quanto denunciato dal Comitato autotrasportatori libera concorrenza – stretto di Messina si ripete senza particolari ostacoli: i controlli risultano sporadici, le sanzioni rare, gli interventi quasi inesistenti.
Il risultato è un sistema che finisce per penalizzare proprio chi rispetta le regole. Gli operatori che si attengono all’obbligo di passare da Tremestieri affrontano tempi più lunghi, costi maggiori e un’organizzazione del lavoro più complessa. Al contrario, chi decide di ignorare l’ordinanza riesce a ottimizzare i tempi e aumentare i guadagni.
Una situazione che apre un evidente problema di concorrenza sleale, oltre a sollevare interrogativi più ampi sul rispetto delle norme e sull’efficacia dei controlli sul territorio.
La questione non riguarda soltanto la viabilità, ma tocca anche il rapporto tra istituzioni e cittadini. Quando una regola esiste ma non viene applicata, il rischio è quello di svuotarla completamente di significato, alimentando sfiducia e senso di ingiustizia.
In allegato è disponibile il testo integrale dell’ordinanza comunale, che definisce in modo chiaro disposizioni e divieti. Un documento ufficiale che, almeno sulla carta, non lascia spazio a interpretazioni.
Il punto, oggi, è capire se e come si intenda passare dalle regole scritte alla loro effettiva applicazione.

















