Lievi scosse di terremoto tra Messinese e Tirreno: tre eventi profondi tra il 27 e il 28 dicembre

Terremoti di bassa magnitudo registrati dall’INGV tra costa nord-orientale siciliana, mare Tirreno e area di Fiumedinisi
Sismografo-INGV

Nelle ultime ore tra il 27 e il 28 dicembre 2025 la rete di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato tre terremoti di lieve entità nell’area dello Stretto di Messina e del Tirreno Meridionale. Si tratta di scosse caratterizzate da magnitudo contenuta ma da profondità medio-elevate, un elemento che ha contribuito a limitarne gli effetti in superficie.

Scossa al largo della costa nord-orientale siciliana

Il primo evento è stato rilevato il 27 dicembre alle 18:54:53 ora italiana, nella zona della Costa Siciliana nord-orientale (Messina). Il terremoto ha raggiunto una magnitudo ML 2.3, con ipocentro a 122 km di profondità. Le coordinate geografiche individuate sono 38.3872 di latitudine e 15.4757 di longitudine. La localizzazione è stata effettuata dalla Sala Sismica INGV di Roma.

Terremoto nel Tirreno Meridionale

Un secondo sisma è stato registrato la mattina del 28 dicembre alle 08:06:48, questa volta in mare aperto, nel Tirreno Meridionale. L’evento ha avuto una magnitudo ML 2.4 e una profondità di circa 152 km, risultando quindi particolarmente profondo. Le coordinate indicate dall’INGV sono 38.5088, 15.3082.

Evento sismico nell’area di Fiumedinisi

Il terzo terremoto, leggermente più intenso, è avvenuto il 27 dicembre alle 08:44:08 ora italiana, a circa 2 km a ovest di Fiumedinisi, in provincia di Messina. La scossa ha fatto registrare una magnitudo ML 2.7 con profondità di 40 km, quindi più superficiale rispetto agli altri due eventi. Anche in questo caso la localizzazione è stata curata dalla Sala Sismica INGV-Roma, con coordinate 38.0302 di latitudine e 15.3610 di longitudine.

Nessun danno, ma attenzione al contesto sismico

Nonostante la vicinanza a centri abitati, non si segnalano danni a persone o cose. Le magnitudo contenute e, soprattutto, la profondità degli ipocentri hanno ridotto la percezione delle scosse da parte della popolazione.

L’area dello Stretto di Messina e del Tirreno Meridionale è tuttavia nota per la sua complessa dinamica geologica, legata all’interazione tra la placca africana ed euroasiatica. Eventi di questo tipo rientrano nella sismicità ordinaria della zona e vengono costantemente monitorati dall’INGV.

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