Libera Calabria lancia “Diamo linfa al bene”: con il 2% del Fondo Unico di Giustizia

Una mobilitazione nazionale per chiedere allo Stato di destinare una piccola quota del FUG alla valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. In Calabria oltre 3.300 beni già destinati e 147 esperienze di riuso sociale
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Libera Calabria presenta la campagna “Diamo linfa al bene”, una mobilitazione nazionale che riparte dalle firme e dalle persone. L’obiettivo: chiedere al Governo di destinare il 2% del Fondo Unico di Giustizia (FUG) ai beni confiscati, così da sostenere progetti sociali che rendono quei luoghi una risorsa per i territori.

La campagna arriva nel trentennale della Legge 109/1996, nata proprio grazie a un milione di cittadini che chiesero il riuso sociale dei beni confiscati. Oggi quel patrimonio continua a crescere, ma servono risorse stabili e strutturali per evitare che molti beni restino abbandonati o inutilizzati.

I promotori della petizione

Tra i primi firmatari figurano don Luigi Ciotti, Gian Carlo Caselli, Nando Dalla Chiesa, Francesca Rispoli e numerosi familiari di vittime innocenti delle mafie. Una rete di impegno civile che torna a sollecitare lo Stato affinché il denaro sottratto alla criminalità sia reinvestito “nel bene comune”.

Le cartoline firmate — in formato cartaceo e digitale — saranno inviate al Governo per aprire una vertenza nazionale sul tema del riuso sociale e sul ruolo dei beni confiscati nella rigenerazione civile ed economica del Paese. È possibile aderire online tramite il sito di Libera.

La situazione in Calabria: numeri e opportunità

La Calabria si conferma tra le regioni più coinvolte nel contrasto patrimoniale alle mafie. Dai dati dell’Agenzia Nazionale (aggiornati al 10 novembre 2025) emerge che:

  • 3.373 sono i beni confiscati e già destinati (terza regione in Italia);
  • 1.660 gli immobili ancora in gestione in attesa di destinazione;
  • 107 i beni pronti per essere assegnati al riutilizzo sociale;
  • 147 le realtà impegnate nella gestione e valorizzazione dei beni già assegnati.

Numeri significativi, che raccontano un territorio ricco di potenziale ma che necessita di investimenti per far fruttare queste opportunità. Il fatto che molti beni restino vuoti — denuncia Libera — rappresenta un ostacolo alla loro trasformazione in spazi utili, produttivi e simbolici.

Un Paese che reagisce: oltre 1100 esperienze di riuso sociale

A livello nazionale, la rete del riuso sociale è oggi più viva che mai:

  • 1.132 soggetti impegnati nella gestione di beni confiscati;
  • più di 600 associazioni attive in ambito sociale, culturale e agricolo;
  • oltre 30 scuole che utilizzano questi spazi come luoghi educativi;
  • 398 comuni coinvolti in 18 regioni italiane.

La Sicilia guida la classifica per numero di realtà sociali, seguita da Campania, Lombardia e Calabria. Un Paese che ha saputo trasformare gli spazi delle mafie in presìdi di comunità, legalità e sviluppo economico.

Libera Calabria: appuntamento a Crotone per il lancio della campagna

Il lancio regionale di “Diamo linfa al bene” si terrà sabato 15 novembre, alle 16.30 in Piazza Pitagora a Crotone. Saranno presenti associazioni, cooperative e realtà territoriali impegnate nella gestione dei beni confiscati, che contribuiranno a spiegare l’importanza di queste risorse e l’urgenza di investire per ampliarne l’impatto.

La voce di Libera: le parole della co-presidente Francesca Rispoli

“La legge 109/96 fu una svolta storica — ricorda Francesca Rispoli, co-presidente di Libera — e in trent’anni ha permesso di costruire oltre 1200 esperienze di rinascita sociale. Oggi vogliamo dare continuità a quel percorso destinando una piccola parte del Fondo Unico di Giustizia a chi ogni giorno gestisce e ridà vita ai beni confiscati”.

Secondo Rispoli, stabilizzare un flusso di risorse permetterebbe di sostenere progetti di inclusione, welfare, formazione e lavoro in tutta Italia, rendendo i patrimoni sottratti alle mafie strumenti di crescita e contrasto concreto alla criminalità.

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