Le prove sui cavi del Ponte sullo Stretto non sono pubbliche, Risitano: «Le prove? Io le conosco»

Con una battuta che ha fatto discutere, il professor Antonino Risitano richiama l’attenzione sui test di fatica e fretting: attività tecniche confermate, ma risultati non pubblicamente disponibili
cavi del ponte sullo stretto di messina

Una battuta, ma destinata ad accendere il dibattito tecnico e pubblico sul Ponte sullo Stretto di Messina. In una breve nota, il professor Antonino Risitano ha lanciato una frase che non è passata inosservata:

«E i risultati delle prove? Nascosti a tutti… ma io li conosco.»

Il riferimento era alle verifiche eseguite sui cavi del ponte, uno degli elementi più sensibili dell’intera infrastruttura. Una frase breve che ha riportato al centro una domanda che da tempo accompagna il progetto: quali test sono stati realmente svolti e quali dati sono stati resi pubblici?

Le prove esistono, ma i risultati non sono stati diffusi integralmente

Secondo quanto richiamato nel dibattito tecnico, sono in corso da tempo attività di analisi molto avanzate nell’ambito della progettazione esecutiva del Ponte sullo Stretto.

Tra queste rientrano le prove di fatica e le prove di fretting, utilizzate per studiare il comportamento dei materiali sottoposti a milioni di cicli di carico e per verificare eventuali fenomeni di micro-usura nei punti di contatto metallici.

Il tema sollevato da Risitano non riguarda l’esistenza delle prove, ma la loro disponibilità pubblica: ad oggi i risultati completi di queste campagne sperimentali non risultano diffusi in modo sistematico e accessibile.

Il richiamo alle dichiarazioni di Giorgio Diana

Un anno e mezzo fa, nel novembre 2025, il professor Giorgio Diana aveva descritto uno scenario di intensa attività tecnica dietro le quinte del progetto.

Secondo quanto riferito, il lavoro di progettazione esecutiva comprendeva simulazioni approfondite e verifiche specialistiche sui cavi principali, comprese prove avanzate di fatica e fretting.

Diana aveva inoltre ricordato che alcune di queste attività erano state inizialmente concepite per una configurazione progettuale derivata dal progetto del 2011, che prevedeva una specifica soluzione tecnica per il passaggio dei cavi e che nel frattempo sarebbe stata aggiornata verso una configurazione considerata più convenzionale.

Perché queste prove sono così importanti

Nel caso di un ponte sospeso di luce eccezionale, il sistema dei cavi rappresenta il cuore dell’opera.

Le prove di fatica consentono di valutare il comportamento nel lungo periodo simulando decenni di esercizio. Le prove di fretting servono invece a individuare eventuali fenomeni localizzati di deterioramento dovuti a vibrazioni e micro-movimenti.

L’obiettivo non è soltanto verificare che il ponte soddisfi le norme, ma introdurre margini di sicurezza aggiuntivi e comprendere il comportamento reale della struttura in condizioni estreme.

La questione resta aperta: più dati, più confronto

La battuta di Risitano ha riportato al centro un tema che va oltre il confronto tra favorevoli e contrari al ponte: la trasparenza tecnica.

Se le attività di prova sono effettivamente parte del lavoro progettuale in corso, la pubblicazione di relazioni e risultati consentirebbe un confronto più ampio tra esperti e contribuirebbe ad aumentare la comprensione pubblica di un’infrastruttura destinata a rimanere sotto osservazione per molti anni.

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