VILLA SAN GIOVANNI – Una storia personale capace di trasformarsi in strumento di salvezza collettiva. È quanto accaduto sabato 21 marzo nell’Aula Magna del plesso scolastico di Via Zanotti Bianco dell’IIS Nostro Repaci, dove gli studenti hanno incontrato Paola Verduci, autrice del libro “La ragazza invisibile”.
L’iniziativa ha coinvolto le classi 1A, 2A e 2B in un momento di confronto autentico su un tema delicato e spesso sottovalutato: i disturbi del comportamento alimentare, in particolare l’anoressia. Un racconto diretto, senza filtri, che ha dato voce a chi ha vissuto in prima persona il dolore e il percorso di rinascita.
Dopo i saluti della Dirigente scolastica, Prof.ssa Maristella Spezzano, promotrice dell’incontro, il dialogo è stato guidato dalla Prof.ssa Monica Nucera, docente di Filosofia e Storia, che ha accompagnato studenti e ospiti in un confronto profondo e partecipato.
Ciò che ha reso l’evento particolarmente significativo non è stato solo il contenuto della testimonianza, ma la reazione dei ragazzi. Gli studenti hanno dimostrato grande maturità e sensibilità, partecipando attivamente con domande pertinenti e riflessioni sincere. Un coinvolgimento spontaneo, nato dalla forza di una narrazione capace di abbattere il silenzio e i tabù.
Determinante anche il contributo della Dott.ssa Zappia, che ha saputo integrare la testimonianza con strumenti utili sul piano emotivo e cognitivo, offrendo ai giovani chiavi di lettura concrete e creando un ambiente sicuro in cui esprimersi liberamente.
Ne è emersa una mattinata lontana dalla retorica, caratterizzata da un dialogo vivo, autentico e profondamente umano. Un’esperienza formativa che ha permesso agli studenti non solo di comprendere meglio una realtà complessa, ma anche di riflettere sull’importanza di chiedere aiuto e di non sentirsi soli.
L’iniziativa conferma ancora una volta il ruolo centrale della scuola come luogo di crescita non solo didattica, ma anche personale. Uno spazio in cui si costruiscono consapevolezza, empatia e rispetto per sé e per gli altri.
Perché, come suggerisce il titolo del libro, nessuno dovrebbe sentirsi invisibile.

















