Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Stretto di Messina torna a sollevare interrogativi sulla governance del gruppo Caronte & Tourist. Al centro della questione c’è la presenza del dirigente Calogero Famiani alla guida della società controllata Caronte & Tourist Isole Minori. Secondo il Comitato, la nomina riapre un tema di opportunità e coerenza rispetto ai principi etici dichiarati dal gruppo.
La vicenda richiama un precedente giudiziario che ha coinvolto Famiani e che aveva portato alle sue dimissioni da incarichi apicali all’interno del gruppo.
Il riferimento all’operazione “Cenide”
Il nome del dirigente era emerso nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria denominata Operazione Cenide, riguardante presunti rapporti irregolari con la pubblica amministrazione nell’area portuale di Villa San Giovanni.
All’epoca dei fatti Famiani aveva lasciato le posizioni di vertice ricoperte nel gruppo.
Il Comitato sottolinea tuttavia che il principio della presunzione di innocenza resta valido per chiunque e che eventuali responsabilità penali possono essere accertate esclusivamente dall’autorità giudiziaria. La questione sollevata riguarda quindi il piano etico e istituzionale.
Il nodo del Codice Etico aziendale
Secondo il Comitato, il gruppo Caronte & Tourist ha adottato un proprio Codice Etico che richiama principi fondamentali come la legalità nei rapporti con la pubblica amministrazione, la prevenzione dei fenomeni corruttivi e la tutela della reputazione aziendale.
Proprio per questo, la presenza di Famiani alla guida di una società controllata solleva interrogativi sulla coerenza tra i principi dichiarati e le scelte di governance.
Il Comitato parla apertamente del rischio di una sorta di “porta girevole”: dimissioni da incarichi apicali a seguito di una vicenda giudiziaria e successivo rientro nel gruppo attraverso una società controllata.
Il precedente del controllo giudiziario
Un ulteriore elemento richiamato riguarda il procedimento denominato Scilla e Cariddi, nell’ambito del quale alcune società del gruppo sono state sottoposte a misure di prevenzione con controllo giudiziario.
In quella fase erano stati nominati amministratori giudiziari con il compito di verificare la correttezza della gestione societaria.
Secondo il Comitato, proprio alla luce di quel contesto sarebbe necessario adottare criteri particolarmente rigorosi nella selezione dei dirigenti e degli amministratori.
Le richieste del Comitato Autotrasportatori
Per questi motivi il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Stretto di Messina ha avanzato alcune richieste:
- un chiarimento pubblico da parte del gruppo Caronte & Tourist sulla governance delle società controllate
- la verifica del rispetto sostanziale del Codice Etico aziendale
- un passo indietro di Calogero Famiani dagli incarichi societari attualmente ricoperti
Trasporti nello Stretto: un settore strategico
Il sistema dei collegamenti marittimi nello Stretto di Messina rappresenta un’infrastruttura essenziale per la mobilità di cittadini, imprese e autotrasportatori tra Sicilia e Calabria.
Secondo il Comitato, proprio per la rilevanza strategica di questo servizio, chi ricopre ruoli di vertice nelle società che operano nel settore dovrebbe garantire standard particolarmente elevati di trasparenza e credibilità.
Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Stretto di Messina conclude annunciando che continuerà a monitorare l’evoluzione della vicenda con l’obiettivo di garantire legalità, trasparenza e reale concorrenza nel sistema dei trasporti marittimi dello Stretto.

















