Escalation di intimidazioni nel Vibonese: la società civile risponde con fermezza alla violenza criminale

Dai roghi dolosi agli atti intimidatori contro istituzioni e attività economiche, cresce l’allarme sicurezza nel territorio di Vibo Valentia. Libera: “Serve una risposta collettiva, denuncia e legalità”
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Il territorio del Vibonese sta vivendo giorni difficili, segnati da una sequenza di episodi intimidatori che destano forte preoccupazione e non possono essere liquidati come fatti isolati. A pochi giorni dalla seduta pubblica e straordinaria del Consiglio Comunale di Vibo Valentia, convocata in seguito al grave atto intimidatorio ai danni del Presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, nuovi e inquietanti segnali di violenza criminale continuano a colpire la comunità locale.

Negli ultimi giorni si sono infatti susseguiti eventi di particolare gravità: l’incendio doloso del cantiere della mensa scolastica della Scuola Buccarelli, nel quartiere Affaccio di Vibo Valentia; il rinvenimento di una bottiglia incendiaria davanti a un’attività commerciale; fino al più recente e allarmante rogo che ha distrutto tre autovetture a Vena di Jonadi, tutte riconducibili a professionisti e commercianti del territorio. Episodi diversi tra loro, ma accomunati da una chiara matrice intimidatoria che segnala un clima di tensione crescente.

Si tratta di atti che colpiscono non solo singoli cittadini, ma l’intera collettività, minando la sicurezza, la serenità sociale e la fiducia nelle istituzioni. È inaccettabile che chi opera onestamente e contribuisce allo sviluppo economico e sociale del territorio debba convivere con la paura e con il rischio di ritorsioni criminali. Il Vibonese merita tutela, legalità e rispetto, non silenzi forzati o arretramenti.

Nella piena fiducia nell’operato dell’Autorità giudiziaria e delle Forze dell’Ordine, impegnate quotidianamente nel contrasto a ogni forma di criminalità, è fondamentale che la risposta non sia solo repressiva, ma anche collettiva. La comunità non può e non deve arretrare. Ogni atto intimidatorio va denunciato e affrontato con determinazione, senza cedere alla rassegnazione o all’indifferenza.

È necessario un impegno condiviso tra istituzioni, società civile, mondo economico e realtà associative per riaffermare con forza i valori della legalità, della convivenza democratica e del rispetto delle regole. La violenza e la sopraffazione prosperano solo dove trovano consenso o silenzio: per questo è indispensabile spezzare ogni forma di legittimazione sociale nei confronti di chi continua a vivere nell’illegalità, privando se stesso e gli altri di dignità e libertà.

La denuncia resta la strada maestra: un dovere etico e civile per ogni cittadina e cittadino responsabile. Allo stesso tempo, è richiesto uno scatto di maturità culturale collettiva, capace di isolare chi sceglie la via criminale e di rafforzare il tessuto sano della comunità.

Rinnoviamo la piena solidarietà alle vittime di questi atti intimidatori e alle loro famiglie, così come all’intero territorio vibonese, che ha diritto a vivere in un clima di pace, sicurezza e sviluppo legale. Il momento è critico, ma la risposta è chiara e determinata: la società civile e lo Stato non si piegheranno. A ogni tentativo di intimidazione seguirà una risposta ferma, unitaria e trasparente.
Coordinamento provinciale Libera Vibo Valentia.


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