L’erosione costiera torna a colpire duramente il litorale di Cannitello e riaccende il dibattito pubblico sugli interventi di difesa già realizzati e su quelli futuri. La foto che accompagna l’articolo parla da sola: la zona a sud del torrente Zagarella è nuovamente priva di spiaggia, segno evidente di un equilibrio costiero ancora fragile.
Sull’argomento è intervenuta sui social la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, chiarendo la posizione dell’amministrazione comunale e rispondendo alle critiche che si sono moltiplicate negli ultimi giorni.
Secondo quanto spiegato dalla prima cittadina, l’unico intervento “definitivo” che in passato era pronto ad essere realizzato prevedeva la posa di ulteriori massi tra i torrenti Piria e Zagarella, con una barriera destinata ad avanzare progressivamente verso sud, fino a Punta Pezzo.
Una prospettiva che, a detta della sindaca, avrebbe comportato un impatto pesante sull’intero litorale.
“Volevamo questo per la nostra costa? Io non credo”, ha scritto Caminiti, sottolineando come una scelta del genere rischiasse di compromettere in modo irreversibile la morfologia naturale della zona.
L’intervento attualmente presente viene definito dalla sindaca come un’azione tampone, che ha però raggiunto l’obiettivo per cui era stata pensata: proteggere l’abitato a sud dello Zagarella.
Un’opera, dunque, consapevolmente temporanea, che non poteva garantire effetti duraturi nel tempo.
Per questo motivo, secondo l’amministrazione, oggi la priorità è un’altra: la ricarica del torrente Zagarella, considerata un passaggio necessario per ristabilire un minimo equilibrio sedimentario. Una richiesta che il Comune porterà ufficialmente sul tavolo della Regione Calabria nell’incontro del 28 gennaio, dedicato ai comuni a rischio erosione costiera.
Il punto centrale, però, resta lo studio tecnico-scientifico avviato dal Comune e finanziato dalla Regione, a cui la sindaca fa esplicito riferimento nel suo intervento.
Uno studio partito ufficialmente nel luglio 2025, con un finanziamento regionale di 100.000 euro, inserito nel Master Plan degli interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera in Calabria.
Il progetto prevede rilievi batimetrici, analisi morfo-dinamiche, simulazioni del moto ondoso e modellazioni matematiche avanzate, strumenti ritenuti indispensabili per comprendere a fondo le dinamiche costiere che interessano le aree di Santa Trada, Cannitello e Punta Pezzo.
Villa San Giovanni è stata individuata come soggetto attuatore per uno studio propedeutico alle future opere di difesa costiera lungo il tratto compreso tra la foce della Fiumara Sant’Anna e Favazzina.
L’incarico è stato affidato a un raggruppamento temporaneo di professionisti guidato dall’ingegnere Domenico Mangano, con il coordinamento del dirigente comunale Salvatore Foti in qualità di responsabile unico del progetto.
Secondo quanto annunciato dalla sindaca, lo studio dovrebbe essere consegnato entro il 28 febbraio. Solo dopo la presentazione delle risultanze scientifiche si potrà avviare la progettazione di un intervento definitivo.
“Senza dati scientifici non si rischia di fare altri danni”, ha ribadito Caminiti, invitando i cittadini a non affidarsi a soluzioni semplicistiche o a “esperimenti” su un caso definito “delicato e unico”.
Un appello, infine, alla fiducia non nella politica, ma nel lavoro degli esperti:
“Capisco sia difficile fidarsi, ma non dovete fidarvi di noi: dovete fidarvi di chi sta lavorando con serietà”.
Intanto, mentre la costa continua a perdere sabbia e la spiaggia scompare sotto gli occhi dei residenti, l’attenzione resta alta. La sensazione diffusa è che il tempo stringa, ma che ogni passo falso potrebbe aggravare ulteriormente una situazione già critica.

















