Si apre una nuova e delicata fase politica a Villa San Giovanni, dopo la pubblicazione, in data 16 gennaio 2026, del decreto di nomina del nuovo Vicesindaco. Un atto che ha innescato una serie di conseguenze già preannunciate nel corso dell’ultima riunione di maggioranza del 12 gennaio e comunicate formalmente, nei giorni precedenti, al Sindaco e al capogruppo Calabrò.
Con una comunicazione trasmessa via PEC, è stata ufficializzata la rinuncia di Ada Pavone alla carica di Assessore e quella di Pietro Idone alla Presidenza della Commissione Territorio, oltre alle dimissioni di quest’ultimo dalle Commissioni Bilancio ed Elettorale. Una decisione definita dagli interessati come “inevitabile e coerente” rispetto al percorso politico intrapreso.
La scelta ha portato anche all’uscita dal Gruppo Consiliare “Città in Movimento”, con la conseguente decisione di proseguire l’attività amministrativa in maniera autonoma all’interno del Consiglio comunale. «Per dignità personale e politica – spiegano – non possiamo che prendere atto delle decisioni assunte e trarne le dovute conseguenze».
Nonostante la rottura, viene ribadito il pieno rispetto del mandato elettorale e la volontà di continuare a svolgere il ruolo di Consiglieri comunali nell’interesse esclusivo della collettività. Un impegno che, rivendicano, ha già prodotto risultati concreti negli anni passati.
Tra questi, viene ricordato il lavoro svolto per uscire dal dissesto economico, l’avvio di numerosi cantieri e la programmazione di interventi strategici destinati a incidere sul futuro della città. Un percorso che, secondo i firmatari, è stato frutto di un lavoro collegiale serio e costante.
Resta però forte l’amarezza per un avvicendamento nella carica di Vicesindaco che, ad oggi, viene definito privo di motivazioni politiche chiare. «A chi giova questa sostituzione? – si chiedono – È stata una richiesta condivisa o il risultato di ambizioni personali?». Interrogativi che alimentano la convinzione che si tratti di un “rilancio al ribasso” della maggioranza uscita dalle urne.
Viene inoltre denunciata una chiusura totale al dialogo, nonostante la disponibilità manifestata più volte sia all’interno della maggioranza sia nei confronti delle forze che hanno ispirato la lista civica, anche in una fase particolarmente delicata per il contesto politico locale e regionale.
Nel documento si richiama con forza il valore di pluralità e pluralismo, intesi non come slogan ma come pratica politica concreta. «Il rispetto degli accordi e della volontà popolare – sottolineano – è un principio etico imprescindibile. Diversamente, viene meno la credibilità di chi governa».
In assenza di un confronto aperto e trasparente, la rimozione del Vicesindaco Pavone viene interpretata come un atto punitivo, capace di alterare gli equilibri scelti dagli elettori proprio nel momento in cui l’azione amministrativa iniziava a produrre risultati tangibili.
Infine, viene giudicata contraddittoria l’odierna rivendicazione del pluralismo politico, soprattutto alla luce delle precedenti chiusure verso qualsiasi ipotesi di apertura ai partiti, spesso accompagnate – viene evidenziato – da critiche espresse in forma privata.
Nonostante tutto, l’impegno politico non si interrompe. «Abbiamo contribuito a costruire un’alternativa per Villa San Giovanni – concludono – e non rinunceremo a questa visione. Continueremo a lavorare affinché la città abbia il futuro e la prospettiva che merita».

















