Concessioni cimiteriali senza atto: a Villa San Giovanni pubblicata la Delibera di Giunta

Il provvedimento della Giunta del 7 gennaio 2026 è stato pubblicato oggi all’albo pretorio: la decorrenza delle concessioni potrà essere calcolata dalla data della prima sepoltura
cimitero

È stata pubblicata oggi all’albo pretorio del Comune di Villa San Giovanni la delibera della Giunta comunale approvata lo scorso 7 gennaio 2026, con cui l’amministrazione interviene su una problematica frequente nella gestione dei servizi cimiteriali: la mancanza degli atti originari di concessione per cappelle ed edicole funerarie.

Il provvedimento nasce dalla necessità di gestire numerose richieste presentate da cittadini ed eredi dei concessionari, che intendono effettuare lavori di ristrutturazione, ampliamento o ammodernamento delle strutture funerarie ma non sono in possesso del titolo concessorio originario.

Atti mancanti negli archivi comunali

In diversi casi, infatti, i contratti di concessione non risultano più presenti o rinvenibili negli archivi comunali. Questa situazione rende difficile per gli uffici verificare la legittimità delle richieste e stabilire con precisione la durata delle concessioni.

Per superare queste criticità amministrative, la Giunta ha richiamato alcune disposizioni contenute nel Regolamento Cimiteriale e di Polizia Mortuaria approvato dal Consiglio comunale nel 2021.

La data della prima sepoltura come riferimento

Secondo quanto indicato dall’articolo 52 del regolamento, quando manca l’atto concessorio originario è possibile individuare la decorrenza della concessione dalla data della prima sepoltura avvenuta nella cappella o nell’edicola cimiteriale.

Questo criterio consente di stabilire un punto di riferimento oggettivo per determinare l’inizio della concessione anche in assenza della documentazione contrattuale.

Il riconoscimento del diritto d’uso

La delibera richiama anche l’articolo 77 del regolamento comunale, che consente il riconoscimento del diritto d’uso della concessione attraverso il principio giuridico della “praesumptio iuris tantum”, ovvero una presunzione relativa della sussistenza del diritto.

In pratica, in mancanza del documento originario, il diritto alla concessione può essere riconosciuto sulla base degli elementi disponibili, salvo eventuali prove contrarie.

Un solo intestatario e concessione di 99 anni

Nel caso in cui venga applicato questo criterio, il contratto di concessione dovrà essere formalizzato con un unico intestatario vivente, individuato tra gli eredi o i discendenti del concessionario originario.

La concessione avrà una durata di 99 anni, calcolata a partire dalla data della prima sepoltura. Alla scadenza sarà possibile procedere al rinnovo secondo quanto previsto dal regolamento comunale vigente in quel momento.

L’obiettivo della delibera

Con questa decisione l’amministrazione comunale punta a superare le difficoltà legate alla mancanza degli atti storici, consentendo agli uffici di gestire in modo più efficace le pratiche cimiteriali e garantire ai cittadini la possibilità di regolarizzare le concessioni e realizzare eventuali interventi sulle strutture funerarie.

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