Comitato Autotrasportatori libera concorrenza: «Dopo il caso Ponte, è il momento di fare chiarezza anche sui traghetti»

Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza chiede verifiche su assetti societari, concorrenza e tariffe nel mercato dei traghettamenti tra Sicilia e Calabria
concorrenza stretto di messina

MESSINA – «Dopo lo scandalo del Ponte sullo Stretto, è arrivato il momento di guardare anche ai traghetti». È questo il messaggio lanciato dal Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza dello Stretto di Messina, presieduto da Francesco Caruso, che chiede controlli e approfondimenti sul sistema dei collegamenti marittimi tra Sicilia e Calabria.

Secondo il Comitato, mentre il dibattito nazionale è concentrato sulle recenti polemiche che hanno interessato il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina e alcuni soggetti vicini ai centri decisionali dell’opera, esisterebbe un’altra questione che merita attenzione: il livello effettivo di concorrenza nel mercato dei traghettamenti.

Gli autotrasportatori sostengono di aver raccolto documentazione composta da visure camerali, comunicati societari e atti pubblici che, a loro giudizio, solleverebbero interrogativi sugli assetti proprietari e sui rapporti tra alcune società operanti nello Stretto.

In particolare, il Comitato richiama un comunicato ufficiale del 30 gennaio 2026 nel quale Meridiano Lines viene definita dalla stessa società come «una società del Gruppo Caronte & Tourist». Una circostanza che, secondo gli autotrasportatori, dovrebbe essere ulteriormente approfondita insieme ad altri documenti riguardanti partecipazioni societarie, quote detenute tramite fiduciaria e rapporti tra soggetti economici attivi nel settore.

«La domanda è semplice», afferma il presidente Francesco Caruso. «Esiste davvero una piena concorrenza nello Stretto di Messina oppure cittadini, imprese e autotrasportatori assistono da anni a un sistema che necessita di verifiche approfondite da parte delle autorità competenti?».

Da qui l’appello rivolto alla Procura della Repubblica, alla Guardia di Finanza, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e agli altri organi di controllo affinché vengano effettuati accertamenti sugli assetti societari, sulle dinamiche economiche del settore e sulle modalità di formazione delle tariffe applicate agli utenti.

«Non chiediamo sentenze, chiediamo controlli. Non chiediamo favori, chiediamo trasparenza», sottolinea il Comitato, evidenziando come lo Stretto di Messina rappresenti un’infrastruttura strategica per il sistema dei trasporti nazionale e per l’economia del Mezzogiorno.

Secondo gli autotrasportatori, i cittadini hanno il diritto di conoscere chi controlla realmente il mercato dei collegamenti marittimi, quali siano i rapporti tra gli operatori presenti e se le condizioni di concorrenza siano effettivamente tali da garantire un mercato aperto e competitivo.

Il Comitato conclude ribadendo che, dopo le recenti vicende che hanno coinvolto il progetto del Ponte sullo Stretto, sarebbe «un grave errore ignorare altre domande che da anni attendono risposte» e auspica che le autorità competenti possano verificare ogni aspetto della vicenda nell’interesse della trasparenza e della tutela del mercato.

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