Dopo oltre due anni di segnalazioni ufficiali inviate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), emerge finalmente un punto che, secondo il prof. ing. Antonino Risitano, era noto da tempo: il progetto del Ponte sullo Stretto deve essere messo a disposizione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP) per una valutazione tecnica completa. Al centro della questione vi sono i cavi principali dell’impalcato, elementi strutturali fondamentali dell’opera, costituiti da migliaia di fili d’acciaio ad altissima resistenza, chiamati a sostenere carichi permanenti e variabili enormi per decenni, in un contesto ambientale estremamente aggressivo e soggetto a sollecitazioni cicliche, vibrazioni e fenomeni di fretting. La loro affidabilità nel tempo rappresenta, di fatto, la condizione tecnica essenziale per la realizzabilità della campata unica.
Una presa d’atto tardiva, che apre interrogativi rilevanti. Il precedente parere del CSLLPP del 1997 conteneva infatti prescrizioni estremamente impegnative, la cui mancata ottemperanza avrebbe potuto comportare una vera e propria bocciatura del progetto. Resta ora da capire come si possa rispondere a quelle osservazioni in tempi così ridotti e con quali basi tecniche.
Secondo Risitano, un elemento cruciale dovrà essere affrontato apertamente: quanto dichiarato dal prof. Diana nel corso dell’evento del 18 novembre 2025, organizzato a Roma dalla senatrice Elena Cattaneo. In quella sede è stato confermato che in Giappone sono in corso da oltre un anno prove di fatica e di fretting sui cavi principali, affidate alla società giapponese IHI.
Un passaggio decisivo, perché proprio queste prove erano state più volte richieste da Risitano in documenti ufficiali indirizzati al MASE, mentre erano state giudicate non necessarie da undici “super esperti” della Stretto di Messina S.p.A., sulla base – secondo il professore – di un’ipotesi scientificamente errata del progettista.
Ad oggi, tuttavia, dopo più di un anno di test, non è stato reso pubblico alcun dettaglio: né sulle modalità di esecuzione delle prove, né su eventuali risultati preliminari. Un silenzio che richiama alla memoria quanto accaduto nel 1992, quando – sempre secondo Risitano – i risultati delle prove di fatica furono di fatto nascosti.
Questa volta, però, la situazione è diversa. Con il passaggio del progetto al CSLLPP, non sarà più possibile eludere un dato fondamentale: la fattibilità del ponte a campata unica dipende direttamente dall’esito delle prove sui cavi principali. Si tratta di verifiche indispensabili per stabilire se i cavi “tengono” e, soprattutto, per quanto tempo possano garantire affidabilità strutturale.
Il professore rivolge infine un appello diretto al dott. D’Amico, chiedendo correttezza e trasparenza professionale. Dopo essere intervenuto in passato quando il dott. Ciucci aveva messo in discussione la sua reputazione scientifica, D’Amico – sostiene Risitano – dovrebbe ora rendere pubblica la lettera di risposta inviata a Ciucci, mai pubblicata nonostante due richieste, in un contesto comunicativo giudicato non equilibrato.
Le dichiarazioni di Risitano si inseriscono in quel confronto tecnico mai avvenuto tra progettisti e critici del progetto, un confronto sempre rifiutato ma che oggi torna inevitabilmente al centro del dibattito. Per il professore, questa fase rappresenta una sorta di rivincita scientifica: i test richiesti da anni stanno finalmente trovando attuazione e i loro risultati non potranno più essere ignorati.
Il futuro del Ponte sullo Stretto, conclude implicitamente Risitano, non si giocherà sugli annunci politici, ma sulla solidità dei dati sperimentali e sulla loro trasparente valutazione da parte degli organi tecnici dello Stato.

















