Dal 1° al 30 aprile 2026 attraversare lo Stretto di Messina costerà di più. La compagnia Caronte & Tourist ha comunicato l’aggiornamento delle addizionali legate al carburante e alle normative ambientali europee, con un impatto diretto sui prezzi dei biglietti per passeggeri e mezzi.
Nel dettaglio, l’addizionale carburante – nota anche come bunker surcharge (BAF) – subirà variazioni in base all’andamento del prezzo del gasolio marittimo. Per il mese di aprile, i costi aggiuntivi saranno di 2,20 euro a viaggio per i veicoli leggeri, 4,90 euro per gli automezzi sotto le 3,5 tonnellate, 7,40 euro per i mezzi pesanti e 13,50 euro per i pullman.
A queste cifre si somma la componente legata alle emissioni, introdotta in applicazione della direttiva europea Direttiva (UE) 2023/959, che ha esteso il sistema ETS anche al settore marittimo. L’ulteriore contributo varia da 0,50 euro per i veicoli leggeri fino a 3 euro per i pullman, passando per 1 euro per gli automezzi leggeri e 1,50 euro per i veicoli pesanti.
Ma come vengono determinati questi aumenti?
La compagnia spiega che l’addizionale carburante viene aggiornata mensilmente sulla base della variazione percentuale del prezzo medio del gasolio (indice Platts) rispetto al mese precedente. Questo meccanismo consente di adeguare i costi in modo dinamico, sia in aumento che in diminuzione, riflettendo l’andamento del mercato energetico.
Diverso il caso dell’ETS e del FuelEU Maritime, strumenti introdotti dall’Unione Europea per ridurre l’impatto ambientale del trasporto marittimo. Le compagnie devono acquistare quote di emissione (EUA) per compensare la CO₂ prodotta, un costo che viene in parte trasferito sugli utenti finali.
L’aggiornamento delle tariffe è temporaneo e sarà rivisto il prossimo 1° maggio 2026, quando verranno pubblicati i nuovi valori in base all’andamento dei mercati energetici e alle politiche ambientali europee.
Per concludere
Per pendolari e viaggiatori abituali dello Stretto di Messina, il nuovo aumento si inserisce in un contesto già fortemente critico. L’attraversamento di appena 3,5 chilometri continua infatti a registrare tra i costi più elevati a livello internazionale per tratte così brevi, alimentando polemiche e accuse di possibili dinamiche speculative che si sommano al già noto caro biglietti.
Una situazione su cui in passato è intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, evidenziando criticità nel sistema dei collegamenti marittimi nello Stretto e richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire maggiore trasparenza e concorrenza a tutela degli utenti!

















