Dal 2026 attraversare lo Stretto di Messina è diventato più caro. Gli aggiornamenti tariffari introdotti da Caronte & Tourist a partire dal 1° aprile, e poi rivisti nuovamente per il mese di maggio, hanno inciso sul costo finale dei biglietti per auto, mezzi pesanti e autobus.
Per i veicoli leggeri, le nuove voci di costo includono un’addizionale carburante (BAF) e una componente ambientale legata al sistema europeo delle emissioni. Ad aprile, queste due componenti ammontavano complessivamente a 2,70 euro per viaggio (2,20 euro di carburante e 0,50 euro per ETS e FuelEU Maritime).
A maggio, l’addizionale carburante è stata ulteriormente aggiornata a 2,40 euro, mentre resta invariata a 0,50 euro la quota legata alle emissioni, portando il totale a 2,90 euro per tratta.
Aumenti teorici e prezzi reali: il divario
Nonostante l’incremento delle componenti accessorie, le rilevazioni sui listini mostrano che il rincaro effettivo per gli utenti è più contenuto. Rispetto al mese precedente, il prezzo finale dei biglietti per auto risulterebbe aumentato di circa 1,60 euro, quindi inferiore rispetto ai quasi 3 euro di addizionali dichiarate.
Questo scarto solleva interrogativi sulla struttura della tariffa: una parte dei costi sembrerebbe essere assorbita internamente oppure compensata da modifiche alla tariffa base. Una dinamica che rende difficile per gli utenti comprendere quanto incidano davvero le singole voci.
Come funzionano le addizionali
L’addizionale carburante, nota anche come bunker surcharge o BAF, è una componente variabile legata all’andamento del prezzo del petrolio. Viene aggiornata mensilmente sulla base dell’indice Platts Gasoil, calcolando la variazione percentuale rispetto al mese precedente.
Diverso il caso delle componenti ETS e FuelEU Maritime, introdotte in applicazione della normativa europea sulle emissioni. Queste rappresentano il costo delle quote di CO₂ che le compagnie devono acquistare per compensare l’impatto ambientale delle loro attività.
Il precedente dell’Antitrust
Il tema della trasparenza tariffaria non è nuovo. Nel 2022, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva sanzionato Caronte & Tourist con una multa di circa 3,7 milioni di euro per abuso di posizione dominante nel mercato del traghettamento nello Stretto di Messina.
Secondo l’Autorità, esisteva una significativa sproporzione tra i ricavi e i costi del servizio, oltre a criticità nella struttura dei prezzi applicati agli utenti.
Un sistema poco leggibile
Gli aumenti del 2026 si inseriscono in un contesto già segnato da rincari progressivi. Se da un lato le nuove componenti sono giustificate da fattori oggettivi — come il prezzo del carburante e le politiche ambientali europee — dall’altro non spiegano completamente l’andamento complessivo delle tariffe.
La mancanza di una chiara distinzione tra tariffa base e costi accessori rende complesso per cittadini e pendolari valutare il reale peso degli aumenti.
In un mercato caratterizzato da una concorrenza limitata, la questione della trasparenza torna quindi centrale, insieme al ruolo delle autorità di vigilanza nel garantire condizioni eque per gli utenti.
Il prossimo aggiornamento delle addizionali è previsto per il 1° giugno 2026. Resta da capire se porterà nuovi rincari o maggiore chiarezza sui meccanismi che determinano il prezzo finale del viaggio.
















