Caminiti sul Ponte sullo Stretto: da Roma richieste di garanzie. Rindone: visione integrata per l’area metropolitana

Dal video-intervista di Elisa Barresi per LaC News24 emergono le preoccupazioni del sindaco di Villa San Giovanni e le analisi del docente universitario: servono opere preliminari, studi aggiornati e un piano di mobilità condiviso
Ponte sullo Stretto

Il Ponte sullo Stretto resta al centro del dibattito nazionale e locale. A riportare la discussione sul territorio è stato il video-intervento curato da Elisa Barresi per LaC News24, in collegamento da Villa San Giovanni, città che più di ogni altra vivrà le conseguenze dirette della realizzazione dell’infrastruttura.

Protagonisti del confronto, il sindaco Giusy Caminiti e il professor Rindone dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Due voci diverse ma complementari: da un lato le preoccupazioni amministrative e sociali, dall’altro la prospettiva tecnico-scientifica di chi studia i grandi sistemi di trasporto.

Caminiti ha ribadito con forza che, prima di aprire i cantieri, il governo deve garantire opere essenziali per la città: potenziamento della rete fognaria e idrica, viabilità alternativa, monitoraggi ambientali straordinari. “Villa San Giovanni non può sopravvivere a un cantiere che prevede il passaggio di un camion ogni otto minuti per 16 ore al giorno – ha sottolineato –. Non è solo un problema di espropri, ma di vivibilità per 13mila abitanti”.

Dall’incontro con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il sindaco ha ottenuto due rassicurazioni: nessun esproprio prima dell’approvazione del progetto esecutivo, prevista nel 2027, e l’impegno a far coincidere la “prima pietra” con l’avvio delle opere preliminari utili alla città, non con una cerimonia simbolica. Inoltre, sul tavolo restano i 135 milioni di euro richiesti dall’amministrazione comunale per interventi urgenti sul territorio.

Il professor Rindone ha invece posto l’accento sulla necessità di una strategia di area vasta: “Un’opera che rientra nel corridoio europeo Helsinki–Palermo non può essere affrontata solo a livello comunale. Occorre il coinvolgimento delle due regioni, delle città metropolitane e il supporto delle università”. Ha inoltre ricordato che le normative europee impongono la redazione di piani urbani della mobilità sostenibile integrati, che al momento non risultano ancora elaborati in forma congiunta da Reggio Calabria e Messina.

La sua analisi ha evidenziato un vuoto conoscitivo: mancano studi aggiornati sui flussi di traffico, sugli impatti ambientali e sulle ricadute sulla mobilità locale, aspetti indispensabili per ridurre il rischio di un’incompiuta e trasformare il ponte in un reale volano di sviluppo.

Dal video-intervista di LaC News24 emergono quindi due richieste convergenti: da un lato la salvaguardia di Villa San Giovanni, dall’altro una pianificazione trasportistica e urbanistica che vada oltre i confini comunali. La sfida, per il Ponte sullo Stretto, non è soltanto ingegneristica, ma politica, sociale e territoriale.

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