Bruciati 830 ulivi in Calabria: intimidazioni contro le terre liberate dalle mafie. Colpita ancora la Valle del Marro

Terzo attacco in poche settimane. Libera: “Strategia intimidatoria sistematica contro chi restituisce dignità e legalità ai territori”
uliveti bruciati

Ancora fiamme sui terreni confiscati alla criminalità organizzata e gestiti da cooperative sociali. Questa volta l’obiettivo è stato un uliveto di 11 ettari in località Baronello, nella frazione di Castellace, nel comune di Oppido Mamertina (RC), appartenente alla cooperativa Valle del Marro – Libera Terra. L’incendio doloso ha distrutto circa 830 alberi di ulivo su quasi 4 ettari, causando danni ingenti: si stima la perdita di oltre 20.000 chilogrammi di olive, e la piena produttività delle piante non potrà essere recuperata prima di tre anni.

Le fiamme, che hanno colpito in particolare la parte pianeggiante dell’uliveto, rappresentano solo l’ultimo episodio di una lunga scia di atti intimidatori che negli ultimi mesi ha colpito duramente diverse cooperative impegnate nella gestione di beni confiscati alle mafie. Solo a giugno, a Gioia Tauro sono andati in fumo oltre 5 ettari di grano biologico pronto per la mietitura. Ancora più grave il rogo che ha distrutto oltre 20 ettari di grano nella zona di Coccumella, nel comune di Lentini (SR), in Sicilia.

Ad essere prese di mira sono soprattutto realtà appartenenti al circuito di Libera Terra, che da anni promuove un’agricoltura sociale, sostenibile e fondata sulla legalità. Oltre alla Valle del Marro, è stata colpita anche la cooperativa Beppe Montana – Libera Terra, attiva tra i comuni siciliani di Belpasso, Ramacca, Motta Sant’Anastasia e Lentini, con il supporto del Consorzio Etneo per la Legalità e lo Sviluppo.

Si tratta di una strategia intimidatoria sistematica – ha dichiarato in una nota l’associazione Libera – con il chiaro intento di colpire chi lavora con dignità per restituire alla collettività ciò che la criminalità organizzata aveva sottratto. Siamo di fronte a un attacco continuo e mirato contro un modello di economia giusta e pulita, che fa paura perché funziona.”

Secondo Libera, l’impegno delle cooperative non si ferma, anzi si rafforza: “C’è una verità che non può essere cancellata dal fuoco: quelle terre sono tornate libere. La nostra risposta più bella è la presenza costante, il sostegno e la corresponsabilità. Non ci fermeremo.”

Il ripetersi di questi atti criminali, in Campania, Lombardia, Calabria e Sicilia, mostra chiaramente quanto sia scomodo il lavoro delle cooperative sociali sui beni sottratti ai clan. Tuttavia, il messaggio che arriva da Libera e da tutto il mondo dell’antimafia sociale è fermo e chiaro: non c’è intimidazione che possa spegnere l’impegno per la legalità e la giustizia sociale.

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