BluFerries e sindacati allo scontro: avviata la procedura di raffreddamento sul lavoro nello Stretto

Turni giudicati troppo gravosi dai marittimi. Sindacati: «Condizioni non sostenibili». L’azienda parla di costi e carenze di personale
Trinacria-Bluferries - Villa San Giovanni - Messina - Stretto di Messina - porto storico

STRETTO DI MESSINA – Si intensifica il confronto tra la compagnia di navigazione BluFerries e le organizzazioni sindacali dei lavoratori marittimi impegnati nei collegamenti nello Stretto. Le segreterie provinciali di Filt CGIL, Fit CISL, USLAC e Orsa Marittimi hanno ufficialmente avviato la prima fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione, passaggio previsto dalla legge prima di eventuali azioni di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

La comunicazione, inviata il 20 febbraio 2026, è stata indirizzata all’azienda e per conoscenza alla Commissione di Garanzia sugli Scioperi nei Servizi Pubblici Essenziali e alle Prefettura di Messina e Prefettura di Reggio Calabria.

Turni pesanti e differenze retributive: le accuse dei sindacati

Alla base della vertenza c’è l’organizzazione dei turni di lavoro sulle navi che operano nello Stretto tra Messina e Villa San Giovanni.

Secondo le organizzazioni sindacali, i marittimi della compagnia lavorerebbero con turnazioni tra le più gravose dell’intera area dello Stretto, con ritmi operativi considerati incompatibili con adeguati tempi di riposo.

I rappresentanti dei lavoratori segnalano inoltre:

  • disallineamenti tra mansioni svolte e retribuzione percepita
  • componenti salariali non conformi al CCNL di settore
  • organizzazione del lavoro che non garantirebbe sufficienti periodi di recupero


Per queste ragioni i sindacati chiedono una revisione strutturale della turnistica e l’apertura di un confronto più ampio sul contratto integrativo aziendale.

Il tavolo tecnico del 18 febbraio si chiude senza accordo

Il confronto più recente si è svolto il 18 febbraio 2026 durante un tavolo tecnico sull’organizzazione dei turni tra l’azienda e le rappresentanze sindacali.

Nel corso dell’incontro, la società — rappresentata dal direttore operativo Gianni Ferraro — ha respinto la proposta sindacale, ritenendola economicamente insostenibile.

Secondo la direzione aziendale, l’applicazione della turnazione proposta comporterebbe:

  • un significativo aumento del personale necessario
  • un incremento dei costi incompatibile con l’attuale assetto operativo


BluFerries ha inoltre sottolineato che la pianificazione del lavoro deve tenere conto di numerosi fattori organizzativi, tra cui:

  • corsi di formazione del personale
  • ferie programmate
  • soste tecniche e lavori in bacino
  • attività operative collegate al servizio di traghettamento


Le assenze del personale nel 2025

Nel verbale dell’incontro l’azienda ha presentato anche alcuni dati relativi alle assenze registrate nel 2025:

  • 82 marittimi assenti per malattia per un totale di 529 giornate
  • 18 lavoratori in congedo parentale per 183 giornate
  • 15 dipendenti con permessi Legge 104 per 385 giornate
  • 4 lavoratori in congedo di paternità per 37 giornate


Secondo la società, queste assenze inciderebbero significativamente sull’organizzazione operativa e sulla possibilità di implementare nuove turnazioni.

La replica dei sindacati: «Diritti previsti dalla legge»

Le organizzazioni dei lavoratori contestano però questa interpretazione. Nella comunicazione ufficiale sottolineano che:

  • malattia, congedi parentali e permessi Legge 104 sono diritti previsti dalla normativa
  • eventuali criticità organizzative dovrebbero essere gestite con adeguate sostituzioni


Secondo i sindacati, attribuire la gravosità dei turni alle assenze dei lavoratori non affronta il problema strutturale della carenza di organico.

Nodo della quarta nave e gestione dei picchi di traffico

Tra le criticità segnalate dall’azienda figura anche la gestione delle emergenze operative. Con la turnistica proposta dalle sigle sindacali, sostiene la società, sarebbe più difficile:

  • predisporre una quarta nave in caso di picchi di traffico
  • rispondere rapidamente a richieste delle autorità competenti


Un elemento che, secondo la direzione, potrebbe incidere sull’efficienza complessiva del servizio nello Stretto.

Verbale chiuso negativamente: vertenza aperta

Le organizzazioni Filt CGIL e Orsa Marittimi hanno dichiarato il verbale chiuso con esito negativo, ritenendo la proposta aziendale addirittura un passo indietro rispetto alle ipotesi precedenti.

Anche USLAC e UNDIM hanno espresso contrarietà alla turnistica proposta, pur manifestando disponibilità a ulteriori incontri.

Cosa succede adesso

Con l’attivazione della prima fase di raffreddamento e conciliazione, prevista dalla Legge 146 del 1990 sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, si apre ora un periodo di confronto istituzionale.

Se non dovesse arrivare una convocazione o se il tentativo di conciliazione dovesse concludersi senza accordo, la vertenza potrebbe sfociare in ulteriori iniziative sindacali, fino all’eventuale proclamazione di uno sciopero.

Nel frattempo, le parti dichiarano di voler mantenere aperto il dialogo, nella speranza di trovare una soluzione che concili le esigenze dei lavoratori con quelle operative dell’azienda.

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