Bilancio comunale Villa, oltre 1,15 milioni di euro di variazioni: in Consiglio anche 91.868 euro di debiti fuori bilancio

L’assessore al Bilancio Sergio Giordano illustra il “filo conduttore” delle delibere: applicazione dell’avanzo, nuovi finanziamenti, riconoscimento di quattro debiti e salvaguardia degli equilibri. La Tari incide per 217 mila euro
Comune Villa San Giovanni - RC - facciata frontale del palazzo comunale

Villa San Giovanni – Nell’ultimo Consiglio comunale, nell’adunanza del 6 agosto, l’assessore al Bilancio Sergio Giordano ha illustrato le principali delibere finanziarie all’ordine del giorno, evidenziando un unico filo conduttore tra variazioni di bilancio, riconoscimento dei debiti fuori bilancio e salvaguardia degli equilibri.

Le proposte esaminate sono state ricondotte a tre passaggi principali: le variazioni di bilancio, i quattro riconoscimenti di debiti fuori bilancio e, infine, la delibera di salvaguardia degli equilibri. Si tratta delle proposte 36, 37, 40, 41, 42, 43 e 45, mentre la proposta 44, relativa all’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, era già stata affrontata.

Giordano ha sottolineato come i diversi provvedimenti non debbano essere considerati separatamente, soprattutto perché gli effetti finanziari delle variazioni e dei debiti riconosciuti confluiscono nella verifica complessiva degli equilibri dell’ente.

La prima variazione: 1,15 milioni di euro

La prima variazione di bilancio ammonta complessivamente a 1.150.000 euro ed è costruita su due componenti principali: l’applicazione dell’avanzo vincolato e l’iscrizione di nuovi trasferimenti.

In particolare, vengono applicati 908 mila euro di avanzo vincolato, derivante da somme destinate a interventi che non erano stati completati nell’esercizio precedente, mentre circa 243 mila euro riguardano nuovi trasferimenti e sponsorizzazioni.

Tra le principali risorse inserite figurano fondi destinati al contrasto della povertà, finanziamenti PNRR per il rafforzamento dei servizi domiciliari, sponsorizzazioni per iniziative sportive e per la traversata dello Stretto e ulteriori risorse PNRR.

Sul fronte della spesa, una parte rilevante riguarda la valorizzazione dei beni confiscati, con circa 518 mila euro, oltre a interventi per la realizzazione di un asilo comunale, la manutenzione straordinaria degli immobili e degli impianti comunali e la manutenzione della rete stradale.

Previsti inoltre stanziamenti per il piano delle spiagge, interventi sugli argini e nei torrenti, pulizia e sistemazione di parcheggi, manutenzione degli impianti elettrici, servizi sociali, manifestazioni, carburante e mezzi del servizio idrico.

L’assessore ha precisato che una parte consistente delle spese risultava già impegnata, mentre la variazione consente di adeguare formalmente gli stanziamenti alle risorse disponibili.

La seconda variazione: risorse vincolate senza nuovi oneri liberi

La seconda variazione, secondo quanto riferito in aula, non determina nuovi oneri liberi a carico dell’ente nel 2026. Si tratta prevalentemente dell’acquisizione di finanziamenti destinati a specifiche finalità, tra cui interventi collegati ai servizi e alle misure di contrasto alla povertà.

Un capitolo riguarda inoltre il Fondo Centri Estivi, con un’applicazione collegata al rimborso di una somma non utilizzata nell’esercizio precedente.

L’assessore ha quindi ribadito che le variazioni d’urgenza sono uno strumento necessario quando l’ente deve recepire rapidamente finanziamenti statali, regionali o PNRR. Senza l’iscrizione delle relative risorse in bilancio, infatti, non sarebbe possibile procedere agli impegni di spesa.

Quattro debiti fuori bilancio per complessivi 91.868 euro

Il secondo grande capitolo affrontato dal Consiglio riguarda il riconoscimento di quattro debiti fuori bilancio, per un importo complessivo di 91.868 euro.

Giordano ha spiegato che il debito fuori bilancio si configura quando viene meno la normale sequenza finanziaria che parte dallo stanziamento in bilancio, passa attraverso l’impegno e l’obbligazione giuridicamente vincolante e arriva alla liquidazione e al pagamento.

Nel caso esaminato dal Consiglio, i quattro debiti derivano principalmente da sentenze esecutive, che cristallizzano obbligazioni già esistenti e richiedono il riconoscimento da parte dell’ente e la relativa copertura finanziaria.

La prima posizione è di entità molto contenuta, circa 208 euro, e riguarda l’imposta di registro conseguente alla registrazione di una sentenza.

La seconda, di circa 290 euro, riguarda spese di giudizio conseguenti a una controversia legata alla notifica tardiva di un verbale della Polizia municipale.

Il terzo caso rappresenta invece la parte economicamente più rilevante del pacchetto e riguarda una sentenza che ha imposto al Comune un obbligo di fare, relativo alla realizzazione di un intervento su un muro compromesso nell’alveo di un torrente.

La vicenda, ha spiegato l’assessore, risale al 2019, quando un’ordinanza cautelare aveva imposto l’intervento. Nel corso degli anni si sono susseguiti ritardi legati all’individuazione del soggetto incaricato dell’esecuzione, alla quantificazione dei lavori attraverso un computo metrico e a problematiche di carattere ambientale che avevano reso difficoltosa anche la verifica tecnica dell’area.

Il giudice ha successivamente individuato una società terza per l’esecuzione dell’intervento. Il Comune, per la propria parte, dovrà quindi sostenere il costo dei lavori quantificati.

L’assessore ha precisato che l’eventuale insorgenza di ulteriori spese, qualora emergessero durante l’esecuzione dell’intervento, dovrà essere successivamente quantificata e sottoposta alle necessarie valutazioni.

Il caso della refezione scolastica

Il quarto debito fuori bilancio riguarda invece il contenzioso con l’impresa che gestiva il servizio di refezione scolastica.

La sorte capitale, pari a circa 41 mila euro, era già stata pagata dall’ente. Il riconoscimento sottoposto al Consiglio riguarda invece 7.105 euro relativi a interessi e spese legali derivanti dal ritardato pagamento.

Il caso ha evidenziato, ancora una volta, l’impatto finanziario che possono avere i ritardi nei pagamenti, anche quando l’obbligazione principale è già stata assolta.

Il ruolo della Commissione Bilancio

Durante l’illustrazione, Giordano ha ricordato il lavoro svolto dalla Commissione Bilancio, che ha espresso parere favorevole a maggioranza, con l’astensione dei consiglieri di opposizione intervenuti.

La Commissione ha approfondito soprattutto la situazione dei contenziosi alla base dei riconoscimenti, chiedendo chiarimenti sulla loro eventuale prosecuzione e sulle conseguenze economiche per l’ente.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla vicenda relativa alla notifica tardiva dei verbali, con l’invito a mantenere alta l’attenzione sulle procedure di notifica e, più in generale, sulle attività di riscossione.

Salvaguardia degli equilibri: il terzo e ultimo passaggio

Il terzo step riguarda la salvaguardia degli equilibri di bilancio, che rappresenta il punto di sintesi dell’intera operazione.

La verifica deve accertare che, nel corso dell’esercizio, siano mantenuti gli equilibri finanziari dell’ente, non soltanto sotto il profilo della competenza, ma anche per quanto riguarda cassa, residui, accantonamenti, FCDE, fondi, organismi partecipati e debiti fuori bilancio.

La verifica deve inoltre tenere conto degli eventuali disavanzi e degli interventi di ripiano già programmati.

Tra questi figura il disavanzo collegato al Fondo Anticipazione di Liquidità, il cui ripiano prosegue nell’arco di dieci anni con una rata annuale indicata in circa 855 mila euro, compresa quella relativa al 2026.

Adeguamento Tari per 217 mila euro

Tra gli interventi finanziari più significativi contenuti nella salvaguardia emerge l’adeguamento delle entrate Tari per 217 mila euro.

L’incremento è collegato al recepimento del PEF e alle conseguenti modifiche delle tariffe già affrontate dal Consiglio comunale.

A questo si aggiunge l’applicazione di avanzo per 91.575 euro, destinata a finanziare le operazioni individuate nel corso della verifica.

Infine, è prevista una piccola integrazione, pari a circa 206 euro, relativa alla restituzione al Ministero di una quota del Fondo Centri Estivi non utilizzata.

Una salvaguardia senza ulteriori variazioni discrezionali

Un elemento sottolineato dall’assessore riguarda la scelta di mantenere la delibera di salvaguardia distinta da ulteriori modifiche discrezionali della programmazione.

Nuove opere, nuovi servizi o interventi non indifferibili potranno essere affrontati attraverso successivi provvedimenti, seguendo l’iter previsto dal Testo unico degli enti locali, anche mediante eventuali variazioni d’urgenza della Giunta da sottoporre successivamente alla ratifica del Consiglio.

L’obiettivo, ha spiegato Giordano, è mantenere la delibera di salvaguardia concentrata sulla sua funzione principale: verificare e garantire la permanenza degli equilibri finanziari dell’ente.

Il quadro complessivo illustrato in aula mette quindi in relazione le diverse delibere: da un lato l’adeguamento degli stanziamenti attraverso le variazioni di bilancio, dall’altro il riconoscimento delle obbligazioni derivanti dai debiti fuori bilancio e, infine, la verifica complessiva degli equilibri finanziari.

Una ricognizione che, come evidenziato dall’assessore, è stata sottoposta anche all’esame del Revisore dei conti, chiamato a verificare la sussistenza delle condizioni necessarie per attestare il mantenimento degli equilibri di bilancio.

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