Attacco USA in Venezuela: Maduro catturato dopo raid a Caracas

Attacco al Venezuela con un'operazione militare statunitense nella notte: esplosioni nella capitale, vittime civili secondo Caracas. Il governo venezuelano chiede l’intervento urgente dell’ONU
maduro e la moglie -venezuela

Attacco USA in Venezuela Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio gli Stati Uniti hanno condotto una vasta operazione militare in Venezuela che, secondo Washington, ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente americano Donald Trump, che ha parlato di un’azione “mirata e riuscita”, eseguita con il supporto delle forze speciali statunitensi.

Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, Maduro sarebbe stato trasferito fuori dal Paese e dovrà affrontare procedimenti giudiziari negli Stati Uniti per gravi accuse penali. L’amministrazione americana ha escluso, almeno per ora, ulteriori azioni militari sul territorio venezuelano.

Esplosioni a Caracas e raid su obiettivi militari

Durante l’operazione sono state udite numerose esplosioni a Caracas e in diverse zone limitrofe. Testimoni parlano di aerei militari in volo a bassa quota e di attacchi concentrati su installazioni strategiche, tra cui basi militari e infrastrutture di sicurezza.

Il governo venezuelano sostiene però che i raid abbiano colpito anche aree urbane, causando morti e feriti tra la popolazione civile. Il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, ha denunciato quella che ha definito “un’aggressione armata contro la sovranità nazionale”, assicurando che le forze armate non si arrenderanno.

Stato di emergenza e richiesta di prove sulla sorte di Maduro

La vicepresidente Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza e annunciato la sospensione temporanea di alcune garanzie costituzionali. In un messaggio trasmesso dalla televisione di Stato, ha chiesto agli Stati Uniti di fornire una prova che Maduro e la moglie siano vivi, alimentando ulteriori incertezze sulla loro effettiva condizione.

Nel frattempo, le forze di sicurezza venezuelane hanno intensificato i controlli nelle strade della capitale, mentre una parte della popolazione ha preferito restare nelle abitazioni per timore di nuovi attacchi.

Reazioni internazionali: ONU, UE e Russia

Il Venezuela ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, denunciando la violazione del diritto internazionale. L’Unione Europea ha invitato tutte le parti alla moderazione, ribadendo la necessità di rispettare la Carta dell’ONU e di evitare un’ulteriore escalation militare.

La Russia, insieme ad altri Paesi alleati di Caracas, ha condannato duramente l’operazione statunitense, definendola un atto di aggressione e chiedendo l’apertura immediata di un dialogo diplomatico.

Preoccupazione per i civili e per gli stranieri nel Paese

Diversi governi, tra cui quello italiano, stanno monitorando attentamente la situazione, con particolare attenzione alla sicurezza dei propri cittadini presenti in Venezuela. Le ambasciate hanno invitato i connazionali a limitare gli spostamenti e a restare in contatto con le rappresentanze diplomatiche.

La situazione resta fluida e altamente instabile, mentre la comunità internazionale osserva con apprensione gli sviluppi di una crisi che potrebbe avere conseguenze profonde sull’equilibrio geopolitico della regione.

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