Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia torna all’attacco sull’affidamento della nave “Costanza di Sicilia”, sostenendo che la Regione Siciliana abbia assegnato a Caronte & Tourist Isole Minori S.p.A. la gestione dell’unità navale, dal valore stimato di circa 134 milioni di euro, senza una procedura di gara pubblica.
Secondo il Comitato, una decisione di tale rilevanza economica e strategica avrebbe richiesto un confronto concorrenziale aperto, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento tra gli operatori del settore.
Richiesta di accesso agli atti senza risposta
Il Comitato rende noto di aver presentato il 6 luglio 2026 una formale richiesta di accesso agli atti all’architetto Salvatore Liuzzo, dirigente dell’Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, chiedendo copia del contratto di noleggio stipulato tra la Regione Siciliana e Caronte & Tourist Isole Minori S.p.A.
Ad oggi, riferisce il Comitato, non sarebbe pervenuta alcuna risposta.
Secondo gli autotrasportatori, il contratto dovrebbe essere pubblico in quanto riguarda la gestione di un bene appartenente alla collettività. “La trasparenza non è una concessione, ma un dovere”, afferma il Comitato.
Il riferimento al bilancio 2024 di Caronte & Tourist
Nel proprio comunicato, il Comitato richiama quanto riportato nel bilancio d’esercizio 2024 di Caronte & Tourist Isole Minori S.p.A., nel quale la società informa dell’esistenza del procedimento penale n. 5422/20 R.G.N.R. e del sequestro preventivo per equivalente disposto dal Tribunale di Messina.
Secondo quanto riportato nello stesso bilancio societario, il sequestro riguarda un valore complessivo di circa 28,7 milioni di euro, nell’ambito di contestazioni relative – secondo l’ipotesi accusatoria richiamata dalla società – ai servizi regionali di collegamento marittimo con le isole minori della Sicilia.
Il documento evidenzia inoltre che l’Autorità giudiziaria avrebbe richiesto l’estensione delle contestazioni anche agli anni successivi al 2020, con un possibile incremento del valore del sequestro di ulteriori 19 milioni di euro.
Le vicende risultano tuttora pendenti e, come previsto dall’ordinamento, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Perché la Cassazione ha confermato il sequestro da quasi 29 milioni
Uno dei punti centrali della vicenda è rappresentato dalla sentenza n. 936/2024 della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente fino all’importo di 28.980.307,60 euro, disposto nell’ambito del procedimento penale relativo ai collegamenti marittimi regionali con le isole minori.
Il sequestro riguarda, nello specifico, Sergio La Cava, firmatario del contratto di affidamento del servizio di trasporto passeggeri e merci sulle tratte Milazzo-Isole Eolie e Palermo-Ustica.
Secondo l’ipotesi accusatoria, richiamata dalla Cassazione esclusivamente ai fini della valutazione della misura cautelare, al momento della partecipazione alla gara e della successiva sottoscrizione del contratto sarebbero stati taciuti alcuni profili riguardanti la conformità delle navi ai requisiti richiesti dal bando, con particolare riferimento all’accessibilità per le persone a mobilità ridotta (PMR).
La Suprema Corte ha ritenuto immune da censure il ragionamento del Tribunale del Riesame di Messina, secondo cui le tre unità navali impiegate nei collegamenti non avrebbero posseduto, al momento dell’aggiudicazione e della firma dei contratti, tutte le dotazioni richieste dal disciplinare di gara per garantire il trasporto delle persone con mobilità ridotta.
Le criticità segnalate già dal Ministero nel 2007
Nella motivazione la Cassazione ricostruisce anche l’origine della vicenda.
Secondo quanto riportato nella sentenza, già nel dicembre 2007 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva segnalato criticità relative all’adeguamento delle navi impiegate nei collegamenti con le isole minori.
Successivamente la società aveva trasmesso una relazione tecnica con gli interventi che intendeva realizzare, ma il Ministero avrebbe risposto precisando che non era prevista alcuna formale approvazione della relazione e chiedendo conferma dell’effettiva esecuzione degli adeguamenti prospettati.
La sentenza evidenzia che, secondo quanto ricostruito nella fase cautelare, non risulterebbero elementi attestanti l’avvenuta realizzazione di tali interventi.
I certificati di sicurezza non sono stati ritenuti decisivi
Tra i motivi di ricorso la difesa aveva sostenuto che le navi fossero comunque in possesso dei certificati di sicurezza rilasciati dalle autorità marittime competenti.
La Cassazione ha però condiviso le valutazioni del Tribunale del Riesame, osservando che quei certificati erano formulati in termini generici e non dimostravano il superamento delle specifiche criticità riguardanti il trasporto delle persone a mobilità ridotta.
Nella motivazione viene inoltre ricordato come, ancora nel 2020, fossero state segnalate situazioni di non conformità rispetto ai requisiti richiesti.
Perché il sequestro riguarda l’intero contributo pubblico
Uno dei passaggi più importanti della sentenza riguarda la quantificazione del sequestro.
La difesa aveva sostenuto che, trattandosi di un contratto già eseguito, il profitto eventualmente confiscabile avrebbe dovuto essere limitato alla sola parte indebitamente percepita o comunque depurato dei costi sostenuti per l’esecuzione del servizio.
La Cassazione ha invece richiamato un proprio precedente orientamento, affermando che i contributi erogati dalla Regione Siciliana per garantire la continuità territoriale con le isole minori non costituiscono il semplice corrispettivo di un contratto commerciale, ma rappresentano contributi pubblici destinati ad assicurare un servizio pubblico essenziale.
Per questo motivo, secondo la Corte, qualora l’aggiudicazione sia stata ottenuta in assenza dei requisiti richiesti dal bando — circostanza contestata dall’accusa e ritenuta sussistente nella fase cautelare — il profitto sequestrabile può coincidere con l’intero importo dei contributi pubblici erogati, poiché il presunto vizio inciderebbe sull’intero affidamento e non soltanto su una parte del servizio.
La Cassazione: “I requisiti erano essenziali per partecipare alla gara”
Nella motivazione la Suprema Corte richiama inoltre la conclusione del Tribunale del Riesame secondo cui, sempre nella prospettiva cautelare, le unità navali non avrebbero posseduto i requisiti richiesti dall’allegato tecnico del bando proprio al momento dell’aggiudicazione.
Secondo i giudici, quei requisiti costituivano una condizione essenziale di partecipazione alla gara, motivo per cui la loro eventuale mancanza avrebbe inciso sulla validità dell’intero affidamento.
Per tali ragioni la Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando integralmente il sequestro preventivo disposto fino alla concorrenza di 28.980.307,60 euro.
Il procedimento per corruzione a Reggio Calabria
Il Comitato richiama inoltre un distinto procedimento penale pendente davanti al Tribunale di Reggio Calabria, nel quale, secondo quanto riferisce, Calogero Famiani, amministratore delegato di Caronte & Tourist Isole Minori S.p.A., risulta imputato.
Anche in questo caso, il Comitato sottolinea che opera integralmente il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Pur ribadendo tale principio, il Comitato sostiene che, per ragioni di opportunità istituzionale, trasparenza ed etica pubblica, chi ricopre incarichi di particolare rilievo dovrebbe valutare la sospensione dal proprio ruolo fino alla conclusione del processo.
“L’affidamento va annullato”
Il Comitato ritiene che il decreto di affidamento della nave Costanza di Sicilia debba essere annullato.
Secondo gli autotrasportatori, la scelta della Regione non avrebbe consentito un’effettiva concorrenza tra gli operatori del settore e avrebbe determinato un significativo vantaggio competitivo in favore di Caronte & Tourist Isole Minori S.p.A., circostanza che, a loro avviso, merita approfondimenti nelle sedi competenti.
Annunciati nuovi documenti
Il Comitato conclude annunciando di aver acquisito ulteriore documentazione e preannuncia la pubblicazione, nei prossimi giorni, di nuovi atti riguardanti sia le gare per i collegamenti marittimi con le isole minori sia l’intera vicenda dell’affidamento della Costanza di Sicilia.
“L’obiettivo – afferma il Comitato – è proseguire il lavoro esclusivamente nell’interesse dei cittadini, della legalità, della trasparenza amministrativa e della libera concorrenza.”

















