VILLA SAN GIOVANNI – Una lunga e dettagliata ricostruzione dell’emergenza idrica di Piale, delle criticità della rete cittadina e dei rapporti con SORICAL. La sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, è intervenuta nel corso delle comunicazioni al Consiglio comunale di oggi per fare il punto sulla situazione dell’approvvigionamento idrico e, soprattutto, per ricostruire quanto accaduto tra il 22 e il 28 agosto nel quartiere di Piale.
La sindaca ha innanzitutto rivendicato il lavoro svolto dall’amministrazione sulle perdite della rete comunale, spiegando che le principali criticità erano state individuate e riparate già prima dell’estate o, comunque, a ridosso del mese di luglio.
“Le grosse perdite le avevamo individuate e riparate prima di luglio”, ha spiegato Caminiti, ricordando come gli interventi abbiano riguardato circa 45-49 perdite. Un’attività che, secondo la sindaca, ha consentito di non affrontare l’estate rincorrendo esclusivamente le emergenze.
Le zone alte della città e il problema della pressione
Resta, tuttavia, il problema della pressione idrica in alcune zone della città. Si tratta, ha spiegato la sindaca, di aree che soffrono soprattutto dal tardo pomeriggio e nelle prime ore della sera, quando l’aumento dei consumi determina una diminuzione della pressione e rende più difficile la risalita dell’acqua verso le parti alte dell’abitato.
“Abbiamo individuato e comunicato analiticamente quali sono le zone della città che soffrono dal tardo pomeriggio”, ha sottolineato Caminiti, evidenziando la necessità di distinguere il problema della pressione da quello di un vero e proprio disservizio.
Parallelamente, l’amministrazione sta lavorando sull’ingegnerizzazione della rete idrica. La sindaca ha ricordato il finanziamento al quale il Comune ha partecipato, sottolineando però che si tratta di un intervento che non può essere considerato risolutivo rispetto alla necessità di rifare integralmente la rete cittadina.
“Non sono i 5 milioni che servono per rifare la rete idrica cittadina”, ha detto Caminiti, ricordando anche il progetto presentato nell’ambito del finanziamento Cis Acqua 2022.
Piale, la ricostruzione della sindaca
Il passaggio centrale delle comunicazioni ha riguardato il quartiere di Piale.
Caminiti ha respinto la ricostruzione secondo cui il quartiere sarebbe rimasto senz’acqua per l’intera estate. Secondo quanto riferito dalla sindaca, fino al 22 agosto la situazione sarebbe rimasta sostanzialmente in equilibrio.
Durante i mesi di luglio e agosto, ha spiegato, sarebbero arrivate soltanto due o tre segnalazioni relative alla parte più alta del quartiere, interessando circa dieci famiglie.
“Fino al 22 agosto noi eravamo in equilibrio nel quartiere di Piale”, ha affermato la sindaca. L’acqua, secondo la ricostruzione fornita in aula, arrivava in quantità sufficiente a consentire durante la notte il riempimento delle cisterne, utilizzate poi durante il giorno dalle famiglie che ne disponevano.
La situazione sarebbe cambiata tra il 22 e il 23 agosto.
“Qualcosa evidentemente si è sfalzato”, ha detto Caminiti, precisando che spetterà alle autorità competenti accertare cosa sia effettivamente accaduto.
Il serbatoio Pirgo e il bypass diretto
Di fronte alla mancata capacità del serbatoio di Piale di accumulare acqua, il Comune e SORICAL hanno modificato temporaneamente la modalità di approvvigionamento.
Invece di utilizzare il serbatoio, l’acqua è stata fatta transitare attraverso una modalità diretta, bypassando il serbatoio stesso e immettendosi direttamente nella rete idrica comunale.
La sindaca ha spiegato che il Comune può monitorare minuto per minuto la quantità d’acqua in uscita dalla propria rete, mentre i dati relativi all’acqua in ingresso vengono registrati attraverso il sistema di SORICAL.
La portata in uscita, ha riferito Caminiti, avrebbe raggiunto anche 4,7 litri al secondo durante il periodo del disservizio.
Il 25 agosto, dopo l’attivazione della modalità diretta, la situazione sembrava essersi normalizzata. Il giorno successivo, diversi residenti di Piale avrebbero comunicato di aver riempito le cisterne e di avere nuovamente acqua nelle abitazioni.
Poi, nel pomeriggio del 26 agosto, la situazione è precipitata.
“L’acqua è passata da una diminuzione progressiva fino a zero”
Secondo la ricostruzione della sindaca, intorno alle 16.30 l’assessore Marra avrebbe rilevato una significativa diminuzione della portata in uscita.
“L’acqua in uscita diminuiva, diminuiva, diminuiva sempre di più”, ha raccontato Caminiti in Consiglio, spiegando che in circa un’ora la portata sarebbe arrivata a zero.
La condotta si sarebbe quindi svuotata e il quartiere sarebbe rimasto completamente senz’acqua.
A quel punto il Comune avrebbe immediatamente allertato SORICAL. Durante il sopralluogo effettuato insieme ai tecnici, sarebbe stata individuata la causa: una valvola che consentiva il passaggio diretto dell’acqua risultava completamente chiusa.
“Null’altro in quel serbatoio era chiuso”, ha riferito la sindaca.
La valvola, secondo quanto dichiarato in aula, sarebbe stata precedentemente aperta proprio per consentire l’approvvigionamento diretto della rete di Piale.
La denuncia della sindaca: “Qualcuno sapeva dove mettere le mani”
È questo il punto sul quale Caminiti ha utilizzato i toni più duri.
La sindaca ha riferito che non sarebbero stati riscontrati segni di effrazione sul lucchetto della struttura del serbatoio e che, secondo la sua ricostruzione, qualcuno sarebbe entrato all’interno e avrebbe modificato la posizione della valvola.
“Qualcuno che sapeva dove mettere le mani”, ha affermato la sindaca, evidenziando la complessità dell’impianto e la presenza di numerose valvole e dispositivi.
L’episodio è stato oggetto di denuncia alle forze dell’ordine.
Caminiti ha inoltre ricordato che, nei giorni precedenti, era stato riscontrato un problema con il lucchetto del cancello esterno dell’area del serbatoio Pirgo, che sarebbe stato rimosso o forzato. Il lucchetto dell’immobile, invece, secondo quanto riferito dalla sindaca, non avrebbe presentato segni di effrazione.
Nuovi lucchetti e accessi tracciabili
Dopo l’episodio, il Comune ha chiesto a SORICAL di procedere alla sostituzione delle chiavi e dei lucchetti dei serbatoi.
La sindaca ha posto anche una questione più generale relativa alla sicurezza degli impianti: l’accesso ai serbatoi, secondo Caminiti, dovrebbe essere sempre tracciabile e motivato, anche quando a richiederlo è il sindaco.
“Dobbiamo tutelare l’incolumità pubblica e la salute pubblica e l’acqua è un bene prezioso”, ha dichiarato.
Il 27 agosto, secondo quanto riferito in Consiglio, sarebbero stati sostituiti i lucchetti e sarebbe stata ripristinata la modalità di approvvigionamento diretto.
Il 28 agosto un’altra criticità: la possibile bolla d’aria
Il giorno successivo, il 28 agosto, SORICAL avrebbe comunicato al Comune una nuova criticità, questa volta relativa alla diminuzione dell’adduzione lungo il tratto di condotta che collega il serbatoio di Campo Calabro a quello di Pirgo.
L’ipotesi comunicata sarebbe stata quella della presenza di una bolla d’aria nella condotta, con la necessità di intervenire sul tratto interessato e procedere allo svuotamento.
Caminiti ha voluto separare nettamente questo episodio da quanto accaduto il 26 agosto.
“Quello che è successo il 26 è un fatto patologico”, ha affermato. “Quello del 28 è un fatto fisiologico”, riferendosi alla possibile presenza di una bolla d’aria e agli interventi tecnici sulla condotta.
I controlli sulla rete: “Non abbiamo trovato perdite”
La sindaca ha quindi riferito delle verifiche effettuate sia dal Comune sia da SORICAL.
Il Comune avrebbe ispezionato più volte la propria condotta, mentre SORICAL avrebbe effettuato controlli sul tratto che dal serbatoio principale conduce fino a Pirgo.
Sarebbero stati verificati anche i pozzetti e ricercate eventuali deviazioni o allacci abusivi.
“Non ci sono problemi di questa natura”, ha dichiarato Caminiti.
La ricostruzione dell’amministrazione, dunque, tende a distinguere tre diversi momenti: l’alterazione dell’equilibrio idrico di Piale a partire dal 22-23 agosto, la chiusura della valvola del 26 agosto e la successiva problematica tecnica segnalata da SORICAL il 28 agosto.
I roghi attorno al serbatoio
Nella denuncia presentata dalla sindaca sarebbe stato inserito anche un ulteriore elemento: due incendi, in due notti consecutive, nei terreni circostanti il serbatoio di Pirgo.
Caminiti ha precisato di aver denunciato il fatto dopo averne avuto conoscenza, pur riferendo che le sarebbe stato spiegato come l’incendio della vegetazione possa essere una pratica utilizzata per favorire la ricrescita dell’erba.
“L’ho saputo e l’ho denunciato”, ha chiarito la sindaca.
Sarà ora alle autorità competenti stabilire se tra i diversi episodi esista o meno una relazione.
Smentita l’ipotesi di una riduzione dell’acqua per debiti
Un altro passaggio importante delle comunicazioni ha riguardato le voci relative a una possibile riduzione della fornitura idrica al Comune per presunte morosità nei confronti di SORICAL.
Caminiti ha respinto l’ipotesi, spiegando che il Comune non sarebbe inadempiente nei confronti della società.
Per quanto riguarda SORICAL, la sindaca ha riferito che sarebbe stato pagato il primo 50% dell’ultimo trimestre, mentre resterebbe da saldare la restante quota.
Diversa la situazione relativa a Ecologia Oggi, per la quale, secondo quanto riferito in aula, sarebbe in corso la pubblicazione della determina di liquidazione dell’ultima fattura.
“Non siamo inadempienti”, ha ribadito Caminiti.
La sindaca ha poi ricordato che in passato il Comune era arrivato ad accumulare un debito nei confronti di SORICAL superiore ai 2 milioni di euro, senza che questo avesse determinato automaticamente la chiusura della fornitura o la mancata attivazione della quarta pompa.
“Davanti a un servizio essenziale esiste una procedura”
Caminiti ha quindi spiegato quale sarebbe, a suo dire, la procedura prevista nel caso di un’eventuale morosità dell’ente.
Non si tratterebbe di una riduzione immediata della fornitura. Sarebbe invece prevista una fase di diffida e messa in mora, con un termine di 60 giorni per provvedere al pagamento. Solo successivamente, in caso di mancato adempimento, potrebbe essere avviata la procedura di riduzione.
“Non si alza SORICAL la mattina e decide di ridurre l’acqua”, ha sintetizzato la sindaca, ricordando che si tratta di un servizio essenziale.
Caminiti ha inoltre sottolineato che la quarta pompa sarebbe stata attivata anche in periodi nei quali il Comune presentava una situazione debitoria molto più pesante di quella attuale.
“Un’assunzione di grande responsabilità politica”
In chiusura, la sindaca ha rivolto un duro passaggio ai consiglieri comunali che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero ipotizzato un collegamento tra la situazione di Piale e una presunta morosità del Comune nei confronti di SORICAL.
Per Caminiti, prima di formulare accuse o ipotesi sulla possibile riduzione della fornitura, sarebbe stato necessario verificare gli atti, le fatture e i pagamenti effettuati dall’ente.
“Nel paventare un debito in capo a quest’ente che addirittura compromette il servizio idrico cittadino è un’assunzione di grande responsabilità politica”, ha affermato.
La sindaca ha infine ribadito che il Comune è perfettamente adempiente rispetto agli obblighi contestati e che la quarta pompa è stata attivata.
La vicenda di Piale, dunque, resta articolata su più fronti: la gestione ordinaria della rete, le criticità di pressione nelle zone alte, il problema di approvvigionamento del quartiere, l’episodio della valvola del serbatoio Pirgo, la successiva criticità sulla condotta e le verifiche avviate dopo la denuncia.
Per l’amministrazione comunale, il punto centrale resta però quello del 26 agosto, definito dalla sindaca un episodio “gravissimo” e oggetto di denuncia. Saranno ora gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire chi abbia avuto accesso al serbatoio, per quale motivo sia stata chiusa la valvola e se vi siano responsabilità connesse all’interruzione dell’approvvigionamento idrico di Piale.
















