Un’operazione di ampio respiro contro la violenza sessuale online ai danni di minori ha portato a due arresti e quattro denunce in diverse regioni italiane, con un arresto eseguito anche in provincia di Reggio Calabria. L’indagine, coordinata dalla Procura di Milano, è stata condotta dalla Polizia di Stato attraverso il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della Polizia Postale.
Al centro dell’inchiesta il fenomeno noto come “live distant child abuse”, una forma di abuso sessuale “a distanza” che avviene tramite piattaforme digitali, chat e servizi di messaggistica, spesso con la produzione e la diffusione in tempo reale di materiale pedopornografico.
Nel corso delle attività investigative sono stati identificati sei uomini, di età compresa tra i 31 e i 57 anni, residenti nelle province di Trento, Reggio Calabria, Roma, Latina, Brescia e Milano. Due di loro, rispettivamente di 47 e 31 anni, sono stati arrestati con l’accusa di detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico.
Durante le perquisizioni domiciliari, gli investigatori hanno sequestrato computer, smartphone, hard disk e altri dispositivi informatici, contenenti un significativo quantitativo di file illegali. Il materiale è ora al vaglio degli specialisti della Polizia Postale per ricostruire la rete di contatti, verificare eventuali collegamenti con altri soggetti e soprattutto identificare i minori coinvolti, anche grazie alla collaborazione con agenzie internazionali di contrasto ai crimini online.
Le indagini restano aperte e potrebbero portare a nuovi sviluppi, mentre le forze dell’ordine ribadiscono l’importanza della prevenzione, della segnalazione dei contenuti sospetti e della tutela dei minori online, in un contesto digitale sempre più complesso e pericoloso.

















