Da Reggio Calabria parte un’iniziativa che punta a coinvolgere tutte le principali associazioni della memoria e della Resistenza riunite nel Forum delle associazioni antifasciste e partigiane: ANPI, AICVAS, ANED, ANEI, ANFIM, ANPC, ANPPIA, ANRP, FIAP e FIVL.
L’associazione AMPA venticinqueaprile chiede la convocazione di una manifestazione nazionale diffusa, con eventi simultanei in diverse città italiane, per contrastare quelli che definisce “rigurgiti neofascisti e neonazisti” e per sollecitare lo scioglimento delle organizzazioni che si richiamano esplicitamente all’ideologia fascista.
Il caso della Sala Stampa della Camera
L’appello nasce dopo quanto accaduto venerdì 30 gennaio 2026, quando è stato tentato l’ingresso nella Sala Stampa della Camera dei deputati di rappresentanti di organizzazioni dell’area neofascista e neonazista per una conferenza stampa legata alla presentazione di una proposta di legge promossa dal comitato “Remigrazione e riconquista”.
Secondo quanto ricostruito, l’evento è stato fermato grazie all’intervento di diversi parlamentari dell’opposizione (PD, AVS, Movimento 5 Stelle e Azione), che hanno contestato l’accesso di esponenti di CasaPound, Forza Nuova, Veneto Fronte Skinheads e Movimento Nazionale.
La vicenda si è conclusa con l’annullamento della conferenza stampa per “motivi di ordine pubblico”, disposto dalla Presidenza della Camera.
L’appello: applicare la Costituzione e le leggi vigenti
Nel comunicato diffuso il 19 febbraio 2026 da Reggio Calabria, AMPA venticinqueaprile esprime “indignazione e ferma condanna” per l’accaduto, sottolineando la necessità di un’iniziativa unitaria e visibile su scala nazionale.
Al centro della richiesta vi è l’applicazione rigorosa della XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, e delle norme attuative previste dalla legge Scelba (n. 645/1952) e dalla legge Mancino (n. 205/1993), strumenti legislativi che sanzionano l’apologia e la ricostituzione di organizzazioni di stampo fascista.
Secondo i promotori, l’episodio del 30 gennaio rappresenterebbe un segnale preoccupante di legittimazione politica di realtà che si richiamano apertamente al fascismo, rendendo necessaria una mobilitazione ampia e trasversale del mondo antifascista.
Il processo di Bari e le 12 condanne
A rafforzare l’allarme contribuisce anche la recente decisione del Tribunale di Bari che, il 12 febbraio 2026, ha condannato dodici militanti baresi di CasaPound per il reato di riorganizzazione del disciolto partito fascista.
La sentenza, secondo AMPA venticinqueaprile, dimostrerebbe l’attualità del fenomeno e la necessità di un’azione politica e civile coordinata per impedire la diffusione di organizzazioni che si richiamano all’ideologia fascista.
Verso una mobilitazione unitaria
L’obiettivo dichiarato è costruire una grande manifestazione nazionale, articolata in più piazze italiane, capace di coinvolgere associazioni, cittadini, realtà sociali e istituzioni locali.
L’invito rivolto al Forum è quello di assumere un’iniziativa comune che riaffermi i valori della Resistenza, della democrazia costituzionale e dell’antifascismo come principi fondanti della Repubblica.

















